CAM Ristorazione: filiere locali per risolvere rischio d'inapplicabilità - Legacoop Produzione Servizi
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CAM Ristorazione: filiere locali per risolvere rischio d’inapplicabilità

Bologna, 8 ottobre 2019 – “Risolvere il rischio di inapplicabilità dei Criteri Ambientali Minimi creando filiere a livello regionale“. Quanto dichiarato  da Andrea Laguardia, Responsabile del Settore Ristorazione di Legacoop Produzione e Servizi, in occasione della sessione pomeridiana del workshop “Nuovi indirizzi per la sostenibilità ambientale negli appalti pubblici: CAM ristorazione collettiva“, organizzato dal Ministero dell’Ambiente, supportato da Sogesid, in collaborazione con la Regione e ART-ER, che si è tenuto lo scorso 3 ottobre a Bologna presso la sede della Regione.

Al confronto con rappresentanti delle istituzioni regionali, degli enti locali, delle associazioni di categoria e delle imprese della Regione Emilia Romagna, Laguardia ha innanzitutto espresso come per Legacoop Produzione e Servizi Green Public Procurement e Criteri Ambientali Minimi costituiscono una leva per lo sviluppo e uno strumento importate per la sostenibilità ambientale e per il percorso verso la transizione all’economia circolare, sottolineando però come l’utilizzo dei CAM a livello nazionale sia ancora abbastanza critico.

Sull’attività di consultazione al Ministero, nella quale Legacoop Produzione e Servizi è coinvolta da anni, Laguardia ha ricordato i risultati di una ricerca fornita al Ministero insieme alle altre associazioni di settore ed elaborata insieme all’Università degli Studi di Milano. Dalla ricerca emergono numerose criticità circa il nuovo CAM che si traducono in basi d’asta sempre più basse, gare al massimo ribasso, introvabilità dei prodotti, appiattimento dell’offerta tecnica, con il risultato di comprometterne la stessa applicabilità.

Sulla questione Laguardia ha evidenziato come “il rischio di inapplicabilità dei Criteri Ambientali Minimi a causa di una domanda di quantità di prodotti biologici non presenti sul mercato in occasione di una restrizione di spesa pubblica può essere risolta creando filiere tra produttori ed imprese a livello regionale per valorizzare le produzioni locali“.

Altro problema evidenziato da Laguardia è quello relativo alla pervasività di fake news: “mode e cattiva informazione che spesso infangano la reputazione delle imprese del settore e che in alcuni casi trovano le amministrazioni silenti, nei casi peggiori accondiscendenti“.