Ceramica artistica e di qualità, pubblicato sulla G.U. il decreto Mise da 5 milioni per la realizzazione di progetti innovativi nel settore

Roma, 27 luglio 2022 – È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dello Sviluppo economico che stabilisce le modalità per la concessione, l’erogazione, il monitoraggio, la rendicontazione e le verifiche che riguardano i contributi in conto capitale per la realizzazione di progetti da parte di imprese che operano nei settori della ceramica artistica e tradizionale e della ceramica di qualità. Le risorse a disposizione ammontano a cinque milioni di euro nel 2022 e il dicastero può concedere un contributo in conto capitale di importo non superiore all’80% delle spese totali ammissibili, comunque non superiore a 50 mila euro per singola impresa. 

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che, sia alla data di presentazione della domanda che alla data di concessione ed erogazione del contributo, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • operano nel settore della ceramica artistica e di qualità e della ceramica tradizionale;
  • sono regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese;
  • risultano in attività;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente;
  • non sono in situazione di difficoltà, così come definita dal regolamento di esenzione;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • sono in regola con gli adempimenti fiscali;
  • hanno restituito le somme eventualmente dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal ministero;
  • sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare.

 

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni previste da entrambi i decreti Mise le imprese che risultano destinatarie di sanzioni interdittive; i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione; nei cui confronti sia verificata l’esistenza di una causa ostativa ai sensi della disciplina antimafia; che si trovino in altre condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative; che abbiano ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea ai sensi del dpcm 23 maggio 2007 (“Impegno Deggendorf”).

Agevolazione concedibile

I contributi del provvedimento possono essere concessi a fronte di progetti autonomi e funzionali con spese complessive di importo non inferiore a diecimila euro al netto di IVA, diretti a realizzare lo sviluppo di piattaforme informatiche dedicate al settore; lo sviluppo tecnologico dell’impresa; lo sviluppo industriale con oggetto l’acquisto di uno o più macchinari nuovi di fabbrica.

Spese ammissibili

Ai fini dell’ammissibilità, le spese devono essere:

  • sostenute entro il termine previsto dal provvedimento;
  • direttamente finalizzate all’attività aziendale;
  • relative a beni e servizi acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’impresa acquirente e alle normali condizioni di mercato;
  • quando riferite a beni ammortizzabili, gli stessi devono essere mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni dalla data di concessione del contributo;
  • effettuate attraverso modalità che consentano la loro piena tracciabilità e la loro riconducibilità ai titoli di spesa a cui si riferiscono.

 

Non sono ammesse le spese per l’acquisto di componenti, pezzi di ricambio o parti di macchinari, impianti e attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale; terreni e fabbricati, incluse le opere murarie di qualsiasi genere, compresi gli impianti idrici, elettrici, di allarme, di riscaldamento e raffreddamento; scorte di materie prime e semilavorati di qualsiasi genere; attrezzature e arredi; mezzi targati; beni usati o rigenerati; commesse interne; materiali di consumo; utenze di qualsiasi genere, compresa la fornitura di energia elettrica, gas, etc.; imposte e tasse; contributi e oneri sociali di qualsiasi genere; costi legali e notarili; non direttamente finalizzate all’attività produttiva della impresa; beni per cui siano state assegnate agevolazioni di qualsiasi natura previste da altre norme statali, regionali o comunitarie.

Soggetto attuatore

Per il supporto agli adempimenti tecnici ed amministrativi relativi alla gestione di entrambe le misure, il ministero si avvale di Invitalia, i cui oneri sono posti a carico delle risorse finanziarie di cinque milioni di euro entro il limite massimo del due per cento delle medesime. Invitalia esaminerà le domande di ammissione alle agevolazioni secondo l’ordine cronologico di ricevimento, verificando la sussistenza dei requisiti e la completezza della documentazione prodotta. Previa valutazione e approvazione da parte del Consiglio, il ministero provvederà, tramite apposito decreto, alla concessione ed erogazione dei contributi relativi ai progetti per i quali l’istruttoria si è conclusa positivamente. Nel caso in cui siano ravvisati motivi di non ammissibilità o di esclusione delle domande presentate, l’impresa riceverà formale comunicazione dei motivi ostativi. La concessione dei contributi avverrà in un’unica soluzione per elenco, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande e nei limiti delle risorse disponibili. Le domande presentate nelle more della chiusura dello sportello, e per le quali dovesse risultare insussistente la relativa copertura finanziaria, saranno considerate decadute.