Cirfood accelera su innovazione e sostenibilità per portare il fatturato a 850 milioni di euro entro il 2025

Cirfood punta sull’innovazione e sulla sostenibilità per crescere ancora e portare il fatturato a quota 850 milioni di euro entro il 2025. L’impresa cooperativa italiana attiva nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare ha presentato lunedì 7 marzo il Piano Strategico 2022 – 2025 in cui delinea le linee guida con cui intende affrontare le sfide del post pandemia. Verranno investiti circa 40 milioni di euro all’anno che saranno destinati all’implementazione delle innovazioni tecnologiche nelle aree di business strategiche, alla formazione dei dipendenti e per cogliere le opportunità di crescita generate dal mercato, sia per linee esterne che derivanti dagli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “La sostenibilità a 360°, la digitalizzazione e l’innovazione saranno le leve principali per rafforzare la nostra presenza sul mercato e lasciare alle generazioni future un’impresa florida e sempre più solida, in grado di generare valore per il benessere di tutte le comunità”, ha sottolineato Chiara Nasi, presidente di Cirfood.

Gli investimenti e i progetti futuri

La società cooperativa (presente in 17 regioni e 74 province d’Italia, oltre che in Olanda e Belgio) intende infatti investire in soluzioni digitali, dai sistemi basati sull’intelligenza artificiale alle tecnologie 4.0, fino all’Internet of things, con l’obiettivo di ottimizzare la supply chain, efficientare impianti e attrezzature e accrescere il tracciamento dei prodotti, migliorando così anche la customer experience dei propri clienti. Di pari passo, proseguirà l’impegno per rendere più efficienti i processi interni e i sistemi di gestione, favorendo così lo sviluppo di nuovi prodotti capaci di rispondere ai trend di mercato.

Leva strategica da questo punto di vista sarà il Cirfood District, un centro di ricerca e innovazione che verrà inaugurato a Reggio Emilia dove verranno progettate e sperimentate nuove soluzioni nell’ambito della nutrizione e del foodservice.

L’impresa intende inoltre accelerare sul fronte della sostenibilità, da sempre uno degli elementi fondanti di Cirfood, che verrà declinata in quattro aree di azione. Ovvero ambientale (economia circolare, decarbonizzazione, produzione e consumo responsabili); sociale (nutrizione e sicurezza alimentare, filiera sostenibile, coinvolgimento delle comunità); economica (crescita e redditività, efficienza gestionale e organizzativa, tecnologia e digitalizzazione); culturale (etica e responsabilità, benessere delle persone, ricerca e innovazione). Si tratta di impegni e progetti che, nelle intenzioni di Cirfood, contribuiranno al raggiungimento di diversi obiettivi Onu di sviluppo sostenibile.

“Cirfood guarda al futuro con grande senso di responsabilità, consapevole del ruolo sociale della ristorazione collettiva per il sistema Paese”, ha osservato Nasi. “Parliamo di scuole, strutture sociosanitarie, ma soprattutto aziende, dove a causa della pandemia è venuto meno uno dei benefit più graditi dai dipendenti: la pausa pranzo nei nostri ristoranti”, ha aggiunto la presidente che ha spiegato come l’obiettivo è far crescere i propri brand della ristorazione anche all’estero, in particolare Belgio e Olanda. I prossimi anni, ha concluso, saranno inoltre cruciali “per la costruzione di piani di welfare pensati ad hoc sulle nuove esigenze delle persone e noi siamo pronti a offrire a imprese ed enti territoriali servizi e consulenze per raggiungere questo risultato”.

Gli obiettivi di fatturato

Stimando una crescita di 400 milioni di euro a fine piano, l’obiettivo, come già anticipato, è così di raggiungere un fatturato di gruppo di 850 milioni di euro entro il 2025. Di questi, oltre 680 milioni di euro nella ristorazione collettiva (scolastica, sociosanitaria e aziendale). A questo proposito in ambito scolastico sono previsti, ad esempio, investimenti nelle aree di maggior interesse e nuovi progetti di educazione alimentare, oltre allo sviluppo di servizi in sinergia con il welfare.

In ambito sociosanitario si procederà invece con la definizione di menu studiati ad hoc per determinate tipologie di degenti, oltre che con la progettazione di modelli di servizio innovativi, digitali e customizzati. Verranno, inoltre, promosse nuove partnership per servizi dedicati al benessere, alla cura della persona e alla silver economy. Mentre lato retail, l’obiettivo è accelerare lo sviluppo e ampliare il portafoglio marchi (nuovi format) sia per linee interne che esterne.

Ammonta invece a 48 milioni di euro l’obiettivo del giro d’affari per la ristorazione commerciale. In questo ambito le linee guida previste per crescere ancora includono lo sviluppo del format e il rafforzamento della brand identity, la spinta sulla digitalizzazione (con app, casse automatiche, menu digitali) e sulla sostenibilità, ad esempio, con packaging e menu sostenibili e progetti anti-spreco.

Oltre tre milioni e mezzo è invece il giro d’affari che l’impresa cooperativa vuole raggiungere con i servizi di welfare, in cui l’intento è accelerare nello sviluppo di servizi innovativi e nella progettazione di piani personalizzati. Con un focus anche sulle soluzioni digitali e gli strumenti per la gestione dei servizi di welfare, anche grazie al lancio di una piattaforma dedicata. Infine, nella ristorazione all’estero si punta a raggiungere un fatturato di 118 milioni di euro, in particolare grazie al consolidamento della crescita sia organica sia attraverso linee esterne.

Fonte: La Repubblica