Contenzioso amministrativo in materia di appalti: l’analisi del Consiglio di Stato su 2017-2018

Roma, 16 novembre 2019 – Il Consiglio di Stato rinnova la sua analisi sull’impatto del contenzioso amministrativo in materia di appalti, indagando il biennio 2017-2018.

Di seguito le conclusioni tratte dallo studio, che potete scaricare dal link:

  1. Nel 2017 e 2018 il numero delle procedure bandite è cresciuto esponenzialmente, soprattutto nel sottosoglia. Ciò è certamente dovuto, principalmente, al consolidarsi della legislazione e del quadro normativo attuativo, nonché di quello giurisprudenziale.
  2. A fronte di questa rivitalizzazione del sottosoglia, il dato sul contenzioso è rimasto sostanzialmente inalterato. La ragione potrebbe risiedere nel meccanismo processuale di cui all’art. 120 comma 2 bis (cd rito superaccelerato, da poco abrogato) ed al correlato onere di impugnazione immediata delle altrui ammissioni che, nei fatti, potrebbe aver disincentivato il ricorso per i piccoli appalti. Per l’effetto, il tasso di contenzioso si è ridotto di circa il 50%.
  3. La percentuale di “blocco” giudiziario degli appalti si è conseguentemente fortemente contratta, attestandosi sullo 0,3% rispetto allo 0,7% del precedente biennio.
  4. La percentuale di “blocco” provocate dal filtro giurisdizionale è più che compatibile con il margine fisiologico di errore delle amministrazioni, ove si consideri che trattasi di procedure complesse con molti partecipanti.
  5. Esiste, soprattutto per gli appalti di elevato importo, un fenomeno di blocco indiretto, imputabile alla cd “burocrazia difensiva”, legato all’esposizione della stazione appaltante al rischio risarcitorio (indipendentemente dalla colpa) e alla conseguente responsabilità del funzionario. Tale ultimo aspetto, e le relative cause, probabilmente meritano l’attenzione del legislatore e misure correttive ad hoc.

 

ANALISI DI IMPATTO DEL CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO IN MATERIA DI APPALTI – BIENNIO 2017/2018