Coop Toniolo, un gioiello dell’elettromeccanica

Grosseto, 29 settembre 2020– Coop Toniolo è una delle poche cooperative di produzione e lavoro che in Toscana presidiano il comparto dell’impiantistica elettromeccanica. Coi suoi 78 addetti e 12 milioni di fatturato, la G. Toniolo di Grosseto è una realtà aziendale dinamica. Ed è oltretutto una mosca bianca nel panorama imprenditoriale, in quanto a occupare il ruolo di presidente e vicepresidente sono due donne: la maremmana Elisa Rustichini e Simona Lombardelli, milanese che ha preso casa a Tatti, che sono impegnate in un contesto lavorativo, quello dell’impiantistica, decisamente a predominanza maschile.

«Non abbiamo mai avuto problemi in quanto donne – spiega la presidente Rustichininé c’ è stato bisogno di quote rosa in una realtà dove siamo otto donne su 78 soci e dipendenti. Di questo dobbiamo essere riconoscenti in modo particolare all’ ex presidente Aldo Cappelloni, per la lungimiranza e l’assenza di pregiudizi con cui ha guidato la cooperativa. È stato fra i soci fondatori e tutti gli riconosciamo caparbietà e grandi capacità d’ intuizione, che hanno fatto crescere questa realtà».

Nata nel 1984 per iniziativa di nove soci che volevano assicurarsi un futuro lavorativo, la società cooperativa prende il nome da Giuseppe Toniolo, uno dei ragazzi del gruppo che scomparve poco prima della costituzione della coop per un incidente in moto. Da allora quella piccola realtà ha fatto un bel po’ di strada e oggi è un’azienda riconosciuta nel proprio settore d’ attività per affidabilità e competenze.

«La nostra specializzazione -sottolinea Rustichini- è quella della costruzione e manutenzione di impianti elettromeccanici e di condizionamento, reti fognarie e di distribuzione del gas, acquedotti, impianti di depurazione, potabilizzazione, impianti a biomassa e fotovoltaici. Da soli, affidandoci all’ unità interna che si occupa di appalti, partecipiamo a gare fino a una soglia di cinque/sei milioni di euro.

Mentre per gare più strutturate ci associamo in Ati oppure partecipiamo con il consorzio Integra di Legacoop. Recentemente grazie all’ aggiudicazione di un appalto pluriennale di manutenzioni ordinarie e straordinarie della rete acquedottistica e fognaria di Oristano, abbiamo aperto in Sardegna una sede distaccata con 12 addetti. Entro breve inizieremo a realizzare il nuovo impianto di potabilizzazione d’ acqua di quel comune» Molti i lavori prestigiosi dell’impresa maremmana.

Come il nuovo centro trasfusionale dell’ ospedale Le Scotte di Siena; gli impianti meccanici delle cantine Antinori di Gualdo al Tasso, a Bolgheri, e di Rocca di Frassinello a Gavorrano, di proprietà di Castellare e Barons de Rothschild; il sistema di adduzione fognaria e il collegamento con la stazione di sollevamento della città di Lucca; le centrali e la rete di teleriscaldamento del Comune di Chiusdino; il nuovo depuratore di Arcidosso per Fiora Spa. L’ impiantistica per l’ipermercato Maremà. «Da trent’ anni, poi, gestiamo il servizio di pronto intervento per Siena Ambiente, e le reti di distribuzione del metano con le cabine di primo e secondo salto (riduzione della pressione) per Gergas e Centria (Estra).

Fiore all’ occhiello è il gran numero di certificazioni di qualità, l’attenzione alla formazione e l’aggiornamento continui dei dipendenti, caratteristiche comuni, peraltro, alle aziende più strutturate e dinamiche della provincia che anche nel contesto sfavorevole della crisi innescata dal Covid-19, sono riuscite a limitare i danni o a non risentirne affatto. «Quest’ anno – conclude Rustichini – nonostante la pandemia ce la siamo cavata con solo tre settimane di cassa integrazione per buona parte del personale, mentre per chi è rimasto al lavoro abbiamo attivato lo smart working. Avremo con buona probabilità una contrazione del fatturato, ma dovrebbe essere contenuta. Contiamo di tornare ai consueti livelli di produzione».

In provincia di Grosseto Coop Toniolo vanta rapporti consolidati con aziende storiche, come Acquedotto del Fiora, Bramerini, Marconi, Comit, Moschini e Fratelli Massai.

Fonte: Il Tirreno (ed. Grosseto)