Cooperative digitali: donne ed edilizia innovativa con il BIM

Roma, 20 aprile 2022– Il Bim (Building Information Modeling) è il pilastro della digital transformation nel settore edilizio. Arianna di Paola, ingegnera della cooperativa CMB, ha spiegato le potenzialità di questa tecnologia a WoW – Women on Web, podcast di Radio Activa che racconta il digitale dal punto di vista femminile e che collabora con la Fondazione PICO per raccontare storie digitali di cooperatrici.

 

Prima dei software di calcolo i grandi ingegneri e architetti si focalizzavano sulle forme geometriche “semplici”; oggi invece grazie a soluzioni altamente tecnologiche si possono realizzare costruzioni e progetti che altrimenti non sarebbe stato possibile neanche lontanamente concepire.

Uno di questi strumenti innovativi è il BIM (Building Information Modeling) che la cooperativa edile CMB ha iniziato ad adottare nel 2014 per poi diventare la prima impresa certificata BIM in Italia. A raccontarlo è Arianna di Paoloingegnera della stessa cooperativa, che è stata protagonista della puntata “L’innovazione nel settore dell’edilizia” di WOW – Women On Web, podcast di Radio Activa sull’innovazione digitale e la parità di genere che collabora con la Fondazione PICO per raccontare storie digitali di cooperatrici.

Ma come funziona nella pratica il BIM? “Immaginate per esempio una facciata di un edificio comune: la vedete nel software 3D, ci cliccate ed al suo interno noi inseriamo tutte le informazioni fondamentali di quella facciata, come il materiale e il colore, quanto costa al metro quadro, in quanto tempo si costruisce, quante squadre servono per realizzarla”. Si tratta di informazioni utili a tutti gli attori coinvolti, dal progettista, al fornitore, al cliente.

Le informazioni disponibili non si fermano a tempistichemateriali costi. Rimanendo all’esempio della facciata: “Si parla anche di sicurezza e di manutenzione”, pertanto è possibile sapere ogni quanto la facciata dovrà essere imbiancata.

Un altro tema fondamentale è poi quello della sostenibilità: “Ogni quanto bisognerà cambiare lampadine e condizionatori? Se è quasi superfluo per una casa privata, provate a immaginare che impatto avrebbe in termini di tempo e costo su grande scala e su grossi edifici”. Inoltre, grazie a dati raccolti sugli edifici con dei sensori è possibile effettuare anche monitoraggi “per misurare l’impatto energetico dell’edificio, in modo da conoscere nel dettaglio la prestazione energetica e pilotarne il comportamento nel futuro”.

In sintesi, dunque, le tecnologie come il BIM consentono il coordinamento della progettazione, controlli più mirati nella fase di costruzione, un’ottimale gestione degli acquisti e un maggior controllo dei rischi durante l’intera gestione della commessa. L’utilizzo di tecnologie digitali consente anche di verificare lo stato di avanzamento dei lavori e di avere un reale percezione dello sviluppo del cantiere. Inoltre, i dati vengono condivisi da tutti gli utenti coinvolti su una piattaforma personalizzata che garantisce il coordinamento di tutti gli attori sulle scelte fatte.

L’edificio realizzato, quindi, potrà essere monitorato fino al suo fine vita, in modo da gestirlo al meglio anche dal punto di vista dello smaltimento e del riciclo stesso dei materiali, in un’ottica di economia circolare nel settore delle costruzioni.

Una cosa molto importante da costruire, non necessariamente con il BIM, è la parità di genere: quanto sono presenti le donne nel settore delle costruzioni, soprattutto nelle posizioni di responsabilità?

In generale è aumentato il numero di donne, anche in ruoli apicali e “rispetto ad altri settori quello delle costruzioni ha dei ruoli di ufficio, come l’amministrazione, dove il numero delle donne è salito notevolmente. Mentre nel mondo del cantiere resta un fenomeno ancora un po’ più lentoanche se sta crescendo soprattutto nelle figure tecniche come la mia. Per la mia esperienza lavorativa posso dire che sono ingegnere responsabile della progettazione e ho già visto 5 cantieri crescere in BIM, e ricopro oggi un ruolo di responsabilità a 29 anni in un settore prettamente maschileAi colleghi in genere non interessa tanto il fatto che io sia una donna, ma quanto che sia capace di fare il mio lavoro”.

Comunque – ha precisato l’ingegnera – “è capitato di trovarmi in contesti in cui ero l’unica donna o di venire considerata l’assistente di qualcuno, cosa che penso non sarebbe mai capitata a un uomo, per quanto giovane”. Quindi “ci sono ancora dei pregiudizi da abbattere e dobbiamo continuare a lavorarci. Sicuramente Roma non è stata costruita in 2 giorni, ma è anche vero che noi in 2 anni costruiamo delle torri, quindi basta un po’ di volontà”.

 

È possibile ascoltare il podcast completo a questo link.