Coopstories CNS: una giornata all’insegna della legalità. L’intervista ad Andrea Laguardia

Roma, 10 luglio 2018 – Una giornata dedicata alla legalità quella organizzata il 28 giugno a Roma, presso Palazzo Merulana, dal Consorzio Nazionale Servizi – CNS e dalla Fondazione Ivano Barberini.

Secondo incontro del ciclo CoopStories- Non raccontiamo storie spurie, promosso da CNS e Fondazione Barberini per contrastare le false Cooperative e tutte le forme di sfruttamento del lavoro.

3 momenti, storie di legalità, tutte da condividere.

La prima storia è quella di Peppino Impastato, il giovane giornalista e attivista italiano ucciso il 9 maggio del 1978 dalla mafia.

Una storia raccontata con grande intensità da Ivan Vadori e Elia Falaschi, autori del libro “La Voce di Impastato”.

Un progetto editoriale completo quello di Vadori e Falaschi che parte da un documentario e arriva fino a una mostra fotografica, 6 anni di interviste ad alcuni tra i principali protagonisti dell’antimafia italiana e una pre/post-fazione scritta Giovanni e Luisa Impastato.

Dobbiamo esser grati all’attivista Peppino Impastato – afferma Vadori – perché egli per primo ha compreso lo stretto legame tra politica e mafia. A 40 anni dalla sua morte il suo giornalismo d’inchiesta è ancora un metodo valido ed efficace per chi come me si occupa di mafia, oggi come 40 anni fa – ri – perché egli per primo ha compreso lo stretto legame tra politica e mafia. A 40 anni dalla sua morte il suo giornalismo d’inchiesta è ancora un metodo valido ed efficace per chi come me si occupa di mafia, oggi come 40 anni fa – continua Vadori – la mamma di Giulio Regeni cerca la verità sulla sorte del figlio. Non abbiamo più bisogno di vittime come Impastato e Regeni, non sono eroi. Sono stati coerenti e coraggiosi. Abbiamo il dovere di continuare quello che loro hanno iniziato.

La terza parte del libro – racconta Falaschi – si chiama ‘Vedo, sento, parlo, sono’: i 18 protagonisti si sono lasciati fotografare attraverso la simbologia delle tre scimmiette sagge, contrapposte ad un’immagine di quello che realmente sono.”

La seconda storia è quella di un riscatto, di una rinascita, la storia della cooperativa 29 Giugno assurta alla cronaca di “Mafia Capitale”.

Una storia lunga quattro anni, difficili, intensi, quattro anni dedicati alla difesa della propria reputazione e dei diritti dei soci.

La Storia è quella della 29 Giugno, una storia totalmente riscritta, che parte dal sequestro del dicembre del 2014 con la conseguente nomina, da parte del Tribunale di Roma, degli amministratori giudiziari, entrati a far parte anche dei consigli di amministrazione e arriva fino al dissequestro dell’inizio di quest’anno.

Una bella storia di difesa dei diritti dei lavoratori, della propria identità, di un valore sociale sporcato da colpe di altri, una storia di legalità ritrovata, raccontata con passione da Andrea Laguardia, responsabile di Legacoop Produzione e Servizi, che per Legacoop ha seguito tutto il percorso della cooperativa.

“Inizia ora un’altra storia, con il decreto di dissequestro le cooperative vengono restituite ai soci lavoratori che in questi tre anni hanno affrontato un percorso complicato, ma anche di crescita. Partendo da un percorso di formazione e grazie all’affiancamento di Legacoop in accordo con il Tribunale di Roma, sono stati ripristinati i diritti dei soci. Si sono svolte regolarmente le assemblee, dove si è discusso e deciso insieme il futuro delle cooperative. 

Il nuovo CDA che vede all’interno persone di grande e lunga esperienza nel mondo della cooperazione avrà il compito non semplice di traghettare le imprese nel mercato, tenendo conto che ci sarà da superare lo scoglio non piccolo della cattiva reputazione e del pregiudizio che il nome 29 Giugno si trascina dietro da parte di istituzioni e stazioni appaltanti.

In quasi quattro anni le cooperative del gruppo hanno operato una rivoluzione totale, si tratta di nuove cooperative che manterranno viva la mission dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. 

Probabilmente a qualcuno darà fastidio sapere che il combinato disposto della giustizia, degli strumenti di prevenzione e del supporto della Legacoop ha permesso di dividere per sempre la storia di chi ha chiesto commesso reati da migliaia di lavoratori onesti. Il dissequestro decreta che le cooperative sono salve, da tutto.”

L’ultima parte è stata quella del confronto, dell’impegno del mondo cooperativo sui temi della legalità.

Un tema da sempre al centro della politica del mondo cooperativo.

Per il Presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti “la legalità è un driver fondamentale per il mondo della cooperazione, nel 2014 abbiamo vissuto un anno di emergenza, oggi facciamo i conti con una realtà molto più complessa rispetto a quella rappresentata in quell’epoca, abbiamo dei cooperatori condannati ma ne abbiamo anche tanti che sono stati restituiti al loro onore per non aver commesso il fatto. Abbiamo alzato molto l’asticella della cultura della legalità, sentiamo il bisogno di lottare perché il mercato nel quale operiamo sia sempre più trasparente, sempre più rispettoso della legge. Gli impegni sul piano politico contro le false cooperative, su quello culturale, come quello su cui si è impegnato il CNS con CoopStories, ci aiutano a sperare che le nostre cooperative possano vivere in un contesto sociale caratterizzato da una legalità diffusa.”

Per il CNS presente il Vice Presidente Massimiliano Cesare “Il primo presidio contro la mafia è l’etica quotidiana, il nostro Consorzio prova a fare i compiti a casa, solo attraverso comportamenti virtuosi arrivano i risultati, anche da un punto di vista economico, il CNS ha messo in campo molte iniziative in questo senso e i risultati si vedono

Mantenere le aziende sequestrate attive, conservare i posti di lavoro, questo il monito di Guglielmo Muntoni – Presidente Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma “la mafia si combatte colpendo il patrimonio, noi dobbiamo gestire le aziende sequestrate in modo da mantenerle attive, a Roma ci stiamo riuscendo, il 90% delle aziende che sequestriamo restano sul mercato.”