COP 26: Il Comune di Pesaro e le cooperative vincono per l’Italia il Green Solutions Awards International

Forlì, 15 novembre 2021 – La scuola Brancati di Pesaro è stata premiata a COP 26 con il più alto riconoscimento per gli edifici ecologici: il Green Solution Awards International categoria “Energy temperate climates”.

La cerimonia, avvenuta mercoledì 10 novembre alle 18 (ora italiana) a Glasgow, è stata una delle principali manifestazioni di Cop2 la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021.

La scuola Brancati di Pesaro, già protagonista di innumerevoli riconoscimenti a livello nazionale ed europeo, a Glasgow ha vinto il premio più prestigioso accreditandosi, tra 148 edifici selezionati a livello internazionale, come il migliore esempio al mondo in termini di efficienza energetica, in coerenza alla lotta contro il cambio climatico, tematica all’ordine del giorno a COP 26.

Oltre al Green Solution Award 2020/21– winner Energy and temperate climate e Green Solution Award 2020/21– mention sustainable construction, oltre che il Cresco award Anci 2020/21, l’EU Women4RES 2020/21 e il “Leadership Award 2021” stabilito dall’U.S. Green Building Council.

 

LA SCUOLA

La scuola media Brancati “amica delle persone e dell’ambiente” – e soprannominata dai ragazzi che la frequentano “la scuola salva-pianeta” – è stata pensata e progettata dal Comune di Pesaro sotto la guida del sindaco Matteo Ricci, in un’ottica di riqualificazione sostenibile e sociale e per questo costruita su un’area urbana abbandonata utilizzando sistemi di bioarchitettura all’avanguardia. Un edificio, a consumo zero del suolo, edificato su un sito inizialmente occupato da magazzini militari datati 1950 e ora trasformato in opportunità di fruizione smart per la Comunità.

Questa eccellenza dell’edilizia scolastica è il risultato dell’ambizioso impegno del Comune di Pesaro per preservare l’ambiente e contrastare il cambiamento climatico orientando il proprio mandato dell’edilizia locale su efficienza, sostenibilità e responsabilità. Allo stesso tempo, è il risultato della cooperazione che si è aggiudicata i lavori di costruzione.

Il progetto vincitore ha preso avvio da un’azione pilota del 2017 per incoraggiare un approccio olistico ai principi dell’economia circolare in cui progettazione, costruzione, efficienza, riduzione dei consumi, recupero, benessere e, dunque, sostenibilità fossero componenti integrate di sviluppo responsabile.

Oggi il progetto del Comune di Pesaro è una realtà che incarna l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica, così come promossa dal recente PNRR, promuovendo un sistema che supera il modello obsoleto “take-make-dispose” per rispondere, invece, a coerenti politiche di economia circolare per l’edilizia e la riqualificazione urbana e degli edifici. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla competenza, all’efficienza e alla capacità innovativa del Consorzio Conscoop, affidatario dei lavori, e delle sue imprese Formula Servizi Soc. Coop., Idrotermica Coop, Siem Impianti Soc. Coop..

 

IL GRUPPO DI LAVORO

Il progetto è stato condotto dall’architetto Margherita Finamore (project manager per il Comune di Pesaro), Davide D’Ursi (direzione lavori) ed Eros Giraldi (dirigente servizio OO.PP del Comune di Pesaro) ed è stato affidato per la costruzione al Consorzio Conscoop di Forlí (presieduto da Monica Fantini e diretto da Massimo Batani) che si è aggiudicato a pieni voti l’appalto realizzato dalle proprie cooperative associate: Formula Servizi Società Cooperativa (presieduto da Antonella Conti e diretto per l’area lavori da Luigi Cancedda), Idrotermica Coop (presieduto da Michele Gardella e diretta da Sara Gherardini), Siem Impianti Soc. Coop. Arl. (presieduto da Matteo Cattedra).

“La Scuola – dichiara Daniele Vimini, vice sindaco Comune di Pesaro – è frutto di un lavoro di squadra fra istituzione e imprese ed la dimostrazione che lavorando insieme con un obiettivo comune è possibile ottenere grandi risultati replicabili per il bene della comunità”.

“Per la cooperazione – dichiara Monica Fantini Presidente del Conscoop, anche a nome delle imprese cooperative coinvolte – occuparsi del pianeta significa mettere al centro la persona e agire quotidianamente promuovendo la sostenibilità come imprescindibile opportunità di futuro. A partire dalla qualificazione del lavoro, dall’innovazione responsabile, dalla ricerca applicata, dalla sensibilità etica, dalla solidarietà, dalla formazione continua delle competenze e dalla sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente. Ragioni per le quali questo riconoscimento così prestigioso a livello internazionale, soprattutto perché legato alla costruzione di una scuola, assume per il Conscoop e  per le cooperative associate Formula, Idrotermica e Siem Impianti, un triplice valore, sia come esempio di sostenibilità applicata; sia come opportunità di formazione diretta al non spreco per i giovani che la vivono; sia come riferimento tangibile per la transizione ecologica replicabile, auspichiamo, su tutti i territori. Agire sostenibile significa lungimiranza. Ricevere un premio, come unica impresa selezionata per l’Italia, in un contesto così prestigioso come COP 26 è una responsabilità che ci sprona a non fermarci e a continuare a promuovere la tutela del pianeta, COOPERANDO (da scrivere in maiuscolo), perché solo così si può vincere davvero”. 

“Sono davvero orgoglioso – commenta Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop Nazionale – di questo prestigioso riconoscimento, un premio all’impegno delle cooperative che lo hanno ricevuto per aver declinato il principio della sostenibilità nella concreta realizzazione di un progetto innovativo di alto valore tecnico. La sostenibilità, uno dei fondamentali driver di sviluppo dell’economia, rappresenta per tutte le imprese un fattore di competitività destinato ad acquisire importanza crescente. Per le cooperative è  qualcosa di più. È un principio connaturato alla propria identità di imprese di persone, da sempre attente alle esigenze e al benessere delle comunità, che vogliono dare il loro contributo alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo più inclusivo e, appunto, sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale”.