DEF: Alleanza Cooperative, proposta coraggiosa di politiche economiche, ma non sottovalutare le incertezze

Roma, 20 aprile 2021– Il DEF 2021, nel quadro delle difficoltà esistenti, pare proporre, non tralasciandone i rischi, una strada maestra per affrontare in modo positivo non solo la pandemia, ma pure alcuni nodi strutturali del paese che hanno confermato la loro complessità nei mesi trascorsi. Ma occorre tenere conto che la situazione macroeconomica è ancora densa di incertezze e tutt’altro che sotto controllo, e la gestione sanitaria della crisi dipende da disponibilità di vaccini e diffusione di varianti.

Ad affermarlo è Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’audizione sul DEF presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

“Lo stato di salute complessivo del Paese -sottolinea Lusetti- appare coerente con l’orizzonte in cui si colloca il def, per l’asimmetria con cui la crisi ha colpito i settori produttivi e il tessuto sociale, sottoposto all’allargamento di radicate fratture. Una situazione che si rispecchia nel bilancio nazionale, con un debito pubblico cresciuto di 25 punti in un anno”.

A giudizio dell’Alleanza è quindi evidente che l’impostazione delle politiche economiche proposte, basata su interventi anche più espansivi di quelli contemplati in precedenza, fondandosi sulla valutazione di un “rischio ragionato”, appare certamente coraggiosa, in quanto pare ipotizzare contemporaneamente: un’imminente riduzione dell’emergenza pandemica, con una pronta ripresa del tono delle attività economiche (anche se poi nel DEF viene delineato anche uno scenario alternativo avverso, con una crescita decisamente più contenuta); una modificazione strutturale, o per lo meno di medio periodo, del “paradigma economico” che aveva retto le politiche a livello internazionale e certamente europeo negli ultimi anni; un redde rationem con i nodi strutturali che attardano l’economia e la società italiana, costringendole da tempo in una tendenza stagnante.

Questa impostazione, secondo l’Alleanza, pare fondarsi sul riavvio di una stagione di crescita del paese basato sui due pilastri delle riforme e dell’investimento. È una via che appare certamente irta di rischi e imprevedibilità che va imboccata coscientemente e che forse, sia per l’emergenza sia per i risultati delle politiche passate, è il momento che il Paese sia messo nelle condizioni di perseguire.

Il nuovo decreto sostegni

In riferimento allo scostamento di bilancio previsto nel DEF per finanziare nuove misure a sostegno di famiglie e imprese, l’Alleanza delle Cooperative apprezza, tra l’altro, l’ipotesi di adottare, oltre ai ristori, misure per aiutare le imprese a coprire parte dei costi fissi, la proroga a fine anno della scadenza del regime di garanzia dello Stato sui prestiti e l’estensione dell’erogazione del credito alle PMI. Ci sono però dei settori economici che meritano più attenzione, perché poco coinvolti dalle precedenti manovre emergenziali: cultura, spettacolo, organizzazione di eventi, turismo, ristorazione, trasporto, imprese labour intensive.

Per cultura e spettacolo, l’Alleanza richiede misure urgenti per farle ripartire, come la decontribuzione, anche parziale, per i lavoratori delle imprese a lungo chiuse; la revisione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione nei contratti e nelle concessioni in essere; il sostegno alla domanda; la defiscalizzazione degli acquisti di biglietti, visite guidate, eventi teatrali e concerti; il credito d’imposta per nuove produzioni e/o l’innovazione di servizi.

A giudizio dell’Alleanza è inoltre necessario inserire, tra i destinatari dei contributi a fondo perduto, anche le imprese labour intensive che, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi conseguiti nel periodo di imposta considerato, dimostrino di avere un costo del lavoro non inferiore al 50% dei costi complessivi; eliminare, per le imprese appaltatrici di servizi di mensa e ristorazione collettiva (un settore per il quale le ultime previsioni indicano una perdita di fatturato 2021 del 40%, pari a 500 milioni) i vincoli che condizionano il ricorso agli ammortizzatori sociali al ricorso agli ammortizzatori stessi da parte dei soggetti appaltanti. Una condizione che, purtroppo, investe anche i servizi di pulizia, e che è necessario eliminare