DegustamondoLat 2019: le culture dei soci Cooplat si incontrano a tavola

Firenze, 21 ottobre 2019 – Domenica 13 ottobre si è svolta la quinta edizione di DegustamondoLat, festa legata alla presentazione delle diverse culture enogastronomiche di soci e addetti Cooplat. Come da tradizione l’iniziativa è stata ospitata presso il Circolo 1° maggio in località Le Sieci, alle porte di Firenze.

Comitati dei soci, soci e addetti sono stati i protagonisti dell’iniziativa attraverso la presentazione di piatti tipici legati ai tanti luoghi di provenienza: le diverse città della Toscana, le altre regioni italiane e i tanti paesi dell’Est europeo, dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.

Cooplat è infatti una realtà multiculturale: 459 addetti su un totale di 3063 sono stranieri, in rappresentanza di 41 diversi paesi, un vero e proprio «Laboratorio interculturale».

Il Presidente CoopLat Andrea Ballerini alla consegna delle borse di studio

Nell’occasione della festa il Presidente di CoopLat Andrea Ballerini ha consegnato le borse di studio ai figli dei soci “meritevoli”.

“Dal 2015 abbiamo voluto condividere usi, costumi, colori e sapori espressi dalle tante diverse culture presenti in cooperativa. E’ nata così DegustamondoLat festa a base di piatti tipici legati ai vari luoghi di provenienza di soci e addetti. L’iniziativa, proposta per la prima volta dal comitato soci di Firenze, nell’anno del 70°, ha puntato al coinvolgimento attivo di tutti i comitati. La festa è diventata una rappresentazione concreta del Laboratorio interculturale e multiculturale che la cooperativa è già di per sé.

Il nostro corpo sociale è un reale esempio di inclusione sociale e di valorizzazione di culture diverse.

Nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo compreso di essere un vero laboratorio interculturale e multiculturale e abbiamo quindi indagato, da diversi punti di vista e con diversi ricercatori, la nostra capacità di favorire interazione e integrazione attraverso il lavoro.”

Stranieri di Cooplat

DegustamondoLat non nasce dal nulla, ma da un percorso iniziato molti anni fa.
Nel 2009 Cooplat, per conoscere meglio la realtà così complessa delle diverse culture e nazionalità presenti in cooperativa, ha avviato con il Ceuriss (Centro Europeo di Ricerche e Studi Sociali) un’indagine conoscitiva, curata dai Professori Carlo Colloca e Andrea Pirni. Dal report presentato nel 2011  è emerso che i lavoratori stranieri Cooplat stanno costruendo in Italia il loro progetto di vita. Hanno un lavoro e lo considerano la cosa più importante della vita, dopo la famiglia; esprimono inoltre un forte senso di appartenenza al quartiere e alla città dove risiedono e il 57% di loro “non trova mai difficoltà nella comprensione dell’italiano”.

Il motore di questa buona integrazione è stato ed è il lavoro. E infatti il lavoro viene percepito non solo come un “bisogno”, ma anche come un “valore”: gli stranieri di Cooplat si dicono tra l’altro consapevoli del fatto che lavorando contribuiscono “alla ricchezza del Paese”.