Direzione e settori, Legacoop alla prova del cambiamento

Roma, 10 febbraio 2020 – Si è tenuta giovedì 6 febbraio, presso la sede romana di via Guattani, la Direzione nazionale di Legacoop. In un primo momento, la riunione è servita a condividere i risultati finora raggiunti dai cinque gruppi di lavoro permanenti per la Direzione, impegnati a definire gli obiettivi progettuali sui temi di sostenibilità, lavoro, legalità, welfare e innovazione. La direzione è quindi stata occasione per un intervento dei delegati di Legacoop Agroalimentare e Legacoop Produzione e Servizi, che in vista rispettivamente dell’Assemblee nazional e dell’Assemblea di mandato, hanno illustrato i contenuti programmatici. Si è quindi passati ad un aggiornamento sul confronto fra Legacoop e il mondo politico, anche sulla base dei risultati dell’incontro del 30 gennaio scorso fra Alleanza delle cooperative, Cgil, Cisl e Uil, in cui è stato firmato l’Accordo interconfederale per il contrasto alle violenze di genere, promosso dalla commissione Pari Opportunità di Legacoop.

 

“Servono soluzioni complesse per problemi complessi”

In apertura dei lavori della Direzione nazionale, il presidente Mauro Lusetti ha chiesto ai rappresentanti regionali dell’associazione di dare supporto al Progetto per il Sostegno alla Lettura, sul quale il Parlamento ha appena approvato all’unanimità e in via definitiva una legge ad hoc i cui contenuti sono in linea con l’impegno di Legacoop nel contrasto alla povertà educativa. “Anche in questo ambito abbiamo bisogno – ha commentato Lusetti – di trovare persone che comprendano la complessità dei temi sociali e della cosa pubblica, e che rispondano ai problemi complessi con soluzioni complesse”.

In secondo luogo, il presidente ha ricordato che il 30 gennaio scorso, in occasione dell’Assemblea nazionale di Alleanza delle Cooperative è stato firmato, alla presenza di Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl e Uil, un “Accordo interconfederale in tema di discriminazioni e per il contrasto delle molestie e delle violenze di genere nei luoghi di lavoro”. L’accordo, che è stato brevemente illustrato da Annalisa Casino, promotrice del testo e presidente della Commissione Pari Opportunità di Lagacoop Nazionale, secondo Lusetti “sottolinea sensibilità e attenzione al rispetto delle donne e della persona” da parte del mondo cooperativo, dove la realtà femminile è preponderante.

 

La voce di tutti per i progetti di domani

È attualmente in corso la prima fase dei lavori dei cinque team in cui la Direzione nazionale di Legacoop ha deciso di organizzarsi per portare avanti i pilastri (sostenibilità, lavoro, legalità, welfare e innovazione) del manifesto “Cambiare l’Italia cooperando”, già al centro del 40° congresso dello scorso aprile. Il direttore di Legacoop Nazionale Giancarlo Ferrari ha fatto un quadro sullo stato dei lavori dei gruppi: in preparazione ci sono i materiali riassuntivi del lavoro svolto e uno spazio web per facilitare il lavoro a distanza; si sta programmando per il 24 febbraio un incontro di coordinamento per decidere insieme come gestire i passaggi successivi.

L’obiettivo, ha precisato Ferrari, sarà concludere entro marzo il secondo giro di attività di ogni gruppo, e tradurre le sfide elette per ogni tema in “sfide progettuali concrete”: per facilitare questa parte del lavoro saranno chiamati anche degli esperti di progettazione, per facilitare il più possibile la realizzazione delle idee. Nel complesso, ha concluso Ferrari, l’attività dei gruppi di lavoro si è dimostrata “potenzialmente positiva”, soprattutto perché dà la “possibilità di far esprimere tutti i dirigenti” e perché “consente di raccogliere contributi da più parti”.

 

Più donne e più giovani in agricoltura

Secondo Giovanni Luppi, presidente di Legacoop Agroalimentare, il settore delle imprese agricole sta cambiando radicalmente, con due tendenze particolarmente evidenti: da una parte sta crescendo l’imprenditoria aziendale femminile, che oggi rappresenta il 31% del comparto totale, dall’altra i giovani stanno tornando ai lavori agricoli, spesso con una laurea. In questo scenario, secondo Luppi, si aprono due questioni importanti per Legacoop Agroalimentare: per prima cosa, secondo il presidente, andrebbe sostenuta la “via delle alleanze”, di cui un buon esempio è la creazione di Alleanza delle Cooperative Italiane, “una prospettiva unica nel settore agricolo” secondo Luppi. “Sono fiero di essere stato parte della nascita di Alleanza” ha commentato, anche se “non ha ancora dato vita ad alcun fatto imprenditoriale. Per noi invece è una buona opportunità per creare realtà più importanti”. Sempre in tema alleanze, ha proseguito Luppi, “dobbiamo aprire un dialogo con altre realtà cooperative agricole che esistono in Europa”. Una seconda questione su cui concentrarsi, secondo Luppi, è quella della modernizzazione dell’agricoltura.

 

Il lavoro, al centro del futuro di Produzione e Servizi

In sostituzione del presidente di Legacoop Produzione e Servizi, Carlo Zini, ha parlato Fabrizio Bolzoni, Direttore dell’associazione. Nata due anni fa, Legacoop P&S conta oggi 2.500 associate, circa 150mila addetti (di cui l’80% sono soci lavoratori) e 16.5 miliardi di valore di produzione. Dopo i primi due anni di attività, Legacoop P&S si prepara per la sua prima Assemblea di mandato, prevista per il prossimo aprile: fra i temi che andranno approfonditi in vista dell’evento, ha fatto presente Bolzoni, ci sono prima di tutto la cooperazione di lavoro e la figura del socio-lavoratore, così come il problema della falsa cooperazione. Tutti argomenti che hanno a che fare con il cuore del settore della produzione cooperativa, e cioè il lavoro: “Le nostre cooperative”, ha aggiunto Bolzoni, “lavorano in alcuni dei settori più complessi e con i minori margini di guadagno” come pulizie, logistica o edilizia, ma “sono un presidio di legalità e operano con un’impronta di correttezza”.

 

Lusetti: “Lavoriamo su noi stessi per rinnovarci”

Legacoop Agroalimentare e Legacoop Produzione e Servizi rappresentano, secondo Lusetti, due esempi importanti per l’associazione perché “hanno lavorato su se stesse” e “stanno mettendo in pratica un processo di rinnovamento”. Si tratta, secondo il presidente, di due esempi di innovazione che suggeriscono temi di riflessione di natura trasversale per il mondo cooperativo, in un momento storico di sfide e cambiamenti: in primo luogo, per ripensare lo strumento associativo è importante mettere in atto un ricambio generazionale; poi va approfondito il tema del riposizionamento, in un’ottica green, di sostenibilità ambientale ed economia circolare, “strumenti fondamentali per sviluppare al meglio ed in modo più competitivo la propria impresa”.

C’è poi la questione della dimensione dell’impresa, una vera e propria sfida per il mondo cooperativo dove, ha sottolineato con forza il presidente, la “demutualizzazione è un elemento con cui stiamo facendo i conti”; ancora, l’innovazione del mondo cooperativo porta a dover ragionare su elementi importanti come la concentrazione del potere, il ruolo del socio-lavoratore, gli strumenti consortili e sulla complessa questione delle alleanze. Si tratta di temi, ha concluso Lusetti, “che non devono cadere nel dimenticatoio” e che “devono far parte del discorso quotidiano, per fare cultura cooperativa”.

 

Insieme per fermare le nuove tasse su plastica e zucchero

Sul fronte dei rapporti istituzionali di Legacoop nazionale, e in merito al dialogo in corso con il Governo, ha parlato il direttore Giancarlo Ferrari. L’approvazione della legge di Bilancio per il 2020, ha detto il direttore, non ha esaurito il lavoro che Legacoop sta portando avanti su due questioni principali: primo, l’opposizione dell’associazione alle due nuove tassazioni – la cui entrata in vigore è stata posticipata dal decreto Milleproroghe – su plastica e zucchero (le cosiddette plastic tax sugar tax), su cui Alleanza delle cooperativa ha proposto una serie di emendamenti e l’istituzione di un tavolo di lavoro presso il Mef.

Due sono i problemi principali legati a queste nuove tasse, ha spiegato Ferrari: non sembra corretto, in primo luogo, “sviluppare sensibilità con una tassa invece che con le buone pratiche”, e inoltre la negatività delle imposte è stata messa in luce dall’allineamento – un evento raro secondo Ferrari – di tutti gli attori della filiera. Il secondo tema di dibattito con il governo ha a che fare con l’articolo 4 del decreto fiscale, collegato con la manovra di bilancio, in materia di ritenute fiscali per appalti e subappalti. In merito, ha ricordato Ferrari, “stiamo cercando di far inserire un emendamento per posticiparne l’applicazione”.