Gli elementi distintivi della cooperazione di lavoro Legacoop nel processo di transizione green e digitale al Summit Europeo dell’Economia Sociale

Roma, 27 maggio 2021 – Il modello della cooperazione di lavoro di Legacoop al Summit Europeo dell’Economia Sociale – EUSES, la conferenza organizzata dalla Commissione europea e dalla città di Mannheim in modalità virtuale il 26 e 27 maggio 2021 con l’obiettivo di rafforzare l’economia sociale in Europa ed evidenziare il significativo contributo che questa può apportare allo sviluppo economico, all’inclusione sociale e alle sfide rappresentate dalla duplice transizione green e digitale.

“Elemento distintivo del modello cooperativo è la partecipazione dei lavoratori e dei soci al processo di transizione green e digitale, così come la grande attenzione rivolta allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui le imprese operano attraverso il supporto alle filiere industriali locali e ad una continua collaborazione con Università, centri di ricerca e competenza, istruzione superiore e scuole tecniche per la crescita complessiva del sistema della formazione e dell’ecosistema territoriale dell’innovazione”. Le parole del Presidente di Legacoop Produzione e Servizi Gianmaria Balducci nel corso della sessione pomeridiana del 26 maggio dal titolo “Green, Good and Democratic Jobs! – the employment perspective for industrial cooperatives in the green transition”, organizzata da CECOP – European Confederation of Industrial and Service Cooperatives.

Balducci ha evidenziato come il modello dell’impresa cooperativa pone al centro i valori della sostenibilità, ispirandosi ai principi cooperativi e agli SDG dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, fungendo da motore per lo sviluppo dell’economia verde. Partendo dai dati di una recente rilevazione dell’AreaStudi Legacoop, ideata e realizzata in accordo con il partner di ricerca IPSOS, il Presidente Balducci ha evidenziato come le cooperative di lavoro si dimostrano molto attive nel processo di transizione verde e nella riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi. Inoltre, sono state portate all’attenzione dei relatori e dei partecipanti alcune esperienze del settore industriale in progetti innovativi effettuati nel campo dell’efficienza energetica, della decarbonizzazione e dell’economia circolare.

In ultimo l’esperienza dei workers buyout; dall’approvazione della legge Marcora nel 1985, più di 300 WBO sono stati finanziati dal movimento cooperativo, la maggior parte delle quali operanti nel settore industriale. Gianmaria Balducci ha evidenziato nel proprio intervento come i WBO rappresentino una fonte di creazione democratica di posti di lavoro. “Producono un impatto sociale positivo in termini di numero di posti di lavoro mantenuti, capacità di mantenere le competenze professionali e di preservare e rigenerare il patrimonio industriale a livello territoriale, soprattutto nelle aree geografiche a rischio di spopolamento. Inoltre, sono in grado di accelerare il processo di transizione verde in quanto la ripresa dell’attività viene spesso affrontata con nuovi prodotti e modelli operativi ispirati ai valori di sostenibilità e ai principi dell’economia circolare”.

La sessione organizzata da Cecop nel’ambito del EUSES2021 è stata moderata da Diana Dovgan (Cecop Secretary General), ed ha visto inoltre la partecipazione di Bela Galgozci (Senior Researcher ETUI), Giuseppe Guerini (Cecop President), Sven Giegold (Member of the European Parliament, Greens/EFA, Germany), Ibon Antero Intxausti (Coordinator of Social Transformation, Mondragon, Spain).