Il Consorzio Nazionale Servizi esce dalla crisi e guarda al futuro

Bologna, 13 luglio 2018 –  Il Consorzio Nazionale Servizi ha presentato in Assemblea a Bologna mercoledì 11 luglio i risultati d’esercizio 2017 e il bilancio del triennio che ha segnato una vera e propria rivoluzione. Cresce, infatti, il fatturato per servizi e lavori che nel 2017 si attesta sui 781 milioni di euro (+ 5% rispetto ai 744 milioni del 2016) con una posizione finanziaria netta che arriva nel 2017 a 67,3 milioni di euro, arrivando a distribuire ai soci quasi il 93% del volume d’affari generato dalle attività del consorzio.

Abbiamo lavorato – spiega Alessandro Hinna, presidente dal 2015 del Consiglio di gestione – per il cambiamento, investendo sulle competenze e sull’organizzazione. Le crisi, se non sottovalutate e gestite, possono rappresentare delle opportunità formidabili per avviare percorsi di rinnovamento radicale, altrimenti non possibili”.

Nel dettaglio, il settore che incide maggiormente è quello delle pulizie con il 31%, seguito da facility management con il 19%, energia-manutenzioni (18%), ristorazione (9%), servizi gestioni varie (5%), e logistica (2%). Energia-manutenzioni è il comparto a registrare la maggiore crescita con un +28%, di gran lunga superiore a quella degli altri reparti, con il turismo a seguire per un valore di +9%, logistica ed ecologia +7%, facility management e ristorazione +5%, altro +22%.

Oltre alla crescita del business la nuova governance si è impegnata in una profonda riorganizzazione, una “messa in sicurezza” del Consorzio che parte dal consolidamento organizzativo e gestionale, dal recupero e dall’investimento in rinnovati valori reputazionali, dalla ricostruzione e rielaborazione dei valori dello scambio mutualistico e sociale, dall’avvio di un percorso di analisi e rielaborazione strategica e imprenditoriale. Vengono modificati i regolamenti di ammissione e esclusione dei soci, approvato un nuovo statuto, rinnovate le regole di partecipazione.

Sono stati così rivisti profondamente il Modello 231, il codice etico e il codice di comportamento. È stato adottato un programma di compliance antitrust in linea con le migliori pratiche europee e nazionali, il CNS sperimenta un vero e proprio laboratorio per la legalità. “Nel 2015 il consorzio ha dovuto superare una fase difficile – commenta Hinna – da un lato per i cambiamenti che ci sono stati nel mercato di riferimento, dall’altro per le note vicende di stampa. In tre anni il CNS è riuscito a superare la crisi e recuperare buona parte dell’immagine e della fiducia persa”.

“Oggi CNS – prosegue il presidente – è un’impresa aperta, dialogante e trasparente, che punta ad essere ancora più competitiva mantenendo fede alla propria natura cooperativa, perseguendo quello scopo mutualistico e sociale che ne ha fatto la storia. Il CNS intende rafforzare il suo ruolo consortile, contribuendo alla crescita della parte sana del sistema delle imprese cooperative in Italia. Durante l’ultimo triennio tante le iniziative promosse dal Consorzio per aumentare il livello qualitativo della base sociale e contrastare la falsa cooperazione, anche attivando controlli in fase di adesione e verifiche sulle imprese cooperative socie, con possibilità di esclusione per mancanza di requisiti mutualistici”.

È stato completamente rivisto l’impianto organizzativo, sono state inserite le funzioni di Risk & compliance manager e internal audit per presidiare l’analisi e la gestione del rischio aziendale ed implementare le attività di controllo interno ed è stato creato un ufficio dedicato allo Sviluppo cooperativo per un recupero pieno e costante della funzione consortile e quindi del presidio delle caratteristiche di mutualità.

In aumento la presenza femminile, dal 59% del 2015 al 66% con crescenti livelli di responsabilità. Grande l’investimento in formazione: oltre 200.000 euro solo fra 2017-2018, per valorizzare le competenze e sostenere il conseguimento degli obiettivi strategici. Il CNS innova e ha investito nelle nuove applicazioni del sistema OFM, già da anni un’eccellenza del mercato, ideato e sviluppato dal CNS per informatizzare tutto il patrimonio delle commesse, un software altamente innovativo che consente la completa amministrazione e condivisione dei dati gestiti in termini di dati patrimoniali, servizi erogati e contabilità.  Un approccio di open innovation che si è concretizzato anche nell’investimento di CNS in B-Rex, il Competence Center di Bologna, polo di eccellenza e alta specializzazione sulle tematiche di Industria 4.0.

Il CNS non solo ha consolidato il proprio core business, con la gestione di circa 1.800 contratti nel pubblico ma si apre anche a nuovi mercati, quello privato con strategie commerciali differenziate e azioni dedicate alla vendita dei servizi CNS per il mercato corporate e per la piccola media impresa, sono già partiti i primi progetti in project financing e presentate offerte a importanti clienti privati. Altro mercato interessante per il Consorzio è quello socio-assistenziale e dei servizi alla persona, segnato da profonde trasformazioni che pongono a rischio la sostenibilità di medio periodo l’attuale offerta di servizi.

Per il presidio dei settori core grande attenzione anche all’investimento in Certificazioni: già ottenuta la Certificazione ISO 37001:(anticorruzione), in cantiere per il 2018 l’acquisizione della ISO/IEC 27001: per la sicurezza delle informazioni e la Certificazione ambientale del servizio di pulizia. Nel corso dell’assemblea sono stati eletti i nuovi vertici del Consiglio di Sorveglianza: il nuovo presidente del Consiglio è Alberto Armuzzi, Presidente del Comitato regionale dell’Emilia Romagna di Legacoop Produzione e Servizi, il vice presidente Luca Laurini di Coopfond.