Il Dl Semplificazioni conferma il ruolo delle cooperative e delle società di archeologia nelle gare di progettazione. Il plauso di Legacoop Produzione e Servizi

Roma, 14 settembre 2020 – “Riteniamo che le società rientrino, senza dubbio, tra gli operatori economici che possono partecipare alle gare per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura” è il commento di Marco Mingrone, responsabile dell’ufficio legislativo di Legacoop Produzione e Servizi, in merito all’integrazione dell’articolo 46 del Codice dei Contratti conseguente all’emendamento presentato in sede di conversione del DL semplificazioni.

Il comparto Beni Culturali di Legacoop Produzione e Servizi intende manifestare la propria condivisione in relazione alla specificazione attuata, specificando che la questione non è in discussione da decenni e già la legge Merloni aveva positivizzato, negli anni ’90, il principio stabilito dalla giurisprudenza civile e amministrativa che superava il divieto di svolgimento della professione in forma societaria stabilito nientemeno che dalle Leggi Razziali del 1938, per ovvi motivi discriminatori. Tra l’altro, la stessa precedente formulazione dell’articolo 46, nel prevedere “gli archeologi” tra tali soggetti, non imponeva, e non avrebbe potuto imporre, alcuna forma organizzativa specifica a questi ultimi.

“Per evitare ogni comportamento contrario al principio del favor partecipationis – evidenzia Marco Mingrone abbiamo accolto positivamente la nuova formulazione della normativa in quanto, coerentemente con la disciplina delle società di ingegneria e progettazione, non lascia spazio ad eventuali errate interpretazioni che, queste sì, avrebbero potuto generare contenzioso”

“Ci preme inoltre sottolineare – aggiunge Susanna Bianchi, membro del Consiglio di Presidenza di Legacoop Produzione e Servizi – come la nostra Associazione, che rappresenta le tante cooperative che storicamente operano nell’ambito dell’archeologia, stia da decenni presidiando le normative del settore con lo specifico scopo di vedere riconosciuta la professionalità dell’archeologo e dell’articolato tessuto economico e sociale che lo costituisce”.

I risultati, grazie all’apporto di tutte le Associazioni che rappresentano il settore – prosegue Susanna Bianchi sono arrivati in relazione al riconoscimento sia della figura dell’archeologo e delle sue competenze (Legge 22 luglio 2014, n. 110 e DM 244) che delle società specializzate in archeologia, ma la strada è ancora lunga, a partire dal presidio per la formulazione del regolamento del Codice dei Contratti e dalla definizione di adeguati prezzari e capitolati di riferimento. Anche per questo Legacoop Produzione e Servizi ritiene per lo meno inopportuni i toni quasi astiosi di alcuni interventi che abbiamo letto a difesa dell’esclusività della progettazione per gli archeologi singoli, in quanto potrebbero minare il positivo confronto tra le varie Associazioni del settore che rappresentano gli archeologi impiegati nel pubblico impiego, nell’impresa ed i singoli professionisti e che hanno dato vita alla produttiva esperienza del Tavolo di Coordinamento di Archeologia”.