Imprese sostenibili, pubblicato il decreto del Mise sul Fondo per il sostegno alla transizione industriale

Roma, 3 gennaio 2023  – È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto che, in attuazione del comma 479 della legge di bilancio 2022, definisce criteri, modalità e condizioni per l’accesso al Fondo per il sostegno alla transizione industriale, destinato a favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici.

All’attuazione dell’intervento, si legge all’articolo 4, sono destinati 150 milioni di euro, di cui una quota del 50 per cento è destinata alle imprese energivore. In base all’articolo 5, possono beneficiare degli interventi del Fondo le imprese di qualsiasi dimensione, che operano sul territorio nazionale, regolarmente iscritte al registro delle imprese e che operano in via prevalente nei settori estrattivo e manifatturiero (sezioni B e C del codice ATECO).

In base all’articolo 6, sono ammissibili ai finanziamenti i programmi destinati alle seguenti finalità:

  • conseguimento di una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa nell’ambito dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate, nell’unità produttiva oggetto dell’intervento;
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo dell’unità produttiva oggetto dell’investimento, attraverso l’implementazione di soluzioni e tecnologie atte a consentire una maggiore efficienza energetica ovvero attraverso il riciclo e il riuso di materiali produttivi, di materie prime e riciclate.

La maggiore efficienza energetica, più nel dettaglio, può essere raggiunta attraverso l’introduzione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici, l’installazione o sostituzione di impianti ad alta efficienza, l’utilizzo di energia termica o elettrica recuperata dai cicli produttivi, l’installazione di impianti di produzione di energia termica o elettrica da fonte rinnovabile per l’autoconsumo. Inoltre, tali programmi dovranno prevedere spese complessive ammissibili di importo non inferiore a 3 milioni, essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo ed essere realizzati entro trentasei mesi dalla data di concessione del contributo.

Sono ammissibili, si legge all’articolo 7, le spese relative alle sistemazioni del suolo aziendale (nei limiti del 10 per cento dell’investimento complessivamente ammissibile), alle opere murarie (nel limite del 40 per cento), agli impianti e alle attrezzature, a programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate.

In base all’articolo 8, le agevolazioni sono concesse, nella forma del contributo a fondo perduto, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014. Le agevolazioni sono cumulabili (art. 9), e sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, chiarisce l’articolo 10, entro i termini definiti dal un prossimo decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Le erogazioni possono avvenire, in base all’articolo 11, su richiesta del soggetto beneficiario da trasmettere al Soggetto gestore, e cioè Invitalia, in non più di 4 soluzioni, più l’ultima a saldo, in relazione a stati di avanzamento lavori del progetto di importo non inferiore al 20 per cento dei costi ammessi. Potranno essere revocate nei casi di assenza dei requisiti di ammissibilità, violazione di specifiche norme settoriali o mancata realizzazione del programma di investimenti entro i termini previsti.