Infrastrutture e innovazione volani per crescita e competitività delle cooperative industriali - Legacoop Produzione Servizi
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Infrastrutture e innovazione volani per crescita e competitività delle cooperative industriali

Bologna, 10 dicembre 2019 – “Per rendere le imprese competitive nel mercato serve far ripartire gli investimenti infrastrutturali. Le opere incompiute (647 in Italia dai dati ANCE del marzo 2019, costate oltre 4 miliardi di euro, per finirle ne servirebbero altri 1,5) sono risorse ferme, spesso a disposizione. Le nostre cooperative scontano queste inefficienze, i trasporti e la bassa velocità commerciale incidono sulla competitività. La lentezza di realizzazione rischia di rendere obsolete le opere prima che queste siano completate. Bisogna far ripartire questo volano, che, oltre a dare occasioni di lavoro, ha anche un importante effetto di trascinamento per altri settori”. La sollecitazione arriva dal palco dell’Assemblea delle Cooperative Industriali aderenti a Legacoop Produzione e Servizi (più di 400 cooperative con un fatturato complessivo di 4 miliardi e 15.000 occupati) svoltasi questa mattina all’Atahotel di Bologna.

Gianluca Verasani, Responsabile delle Cooperative Industriali, sottolinea un altro importante driver dove si gioca la partita della competitività, quello dell’innovazione di processo e di prodotto che, “non è un’opzione, ma una necessità, in un contesto in cui la velocità con la quale avvengono i cambiamenti supera, spesso, la capacità di innovare e adeguarsi”. Innovazione che comporta però importanti investimenti in tecnologie emergenti che secondo Verasani non sono affrontabili da imprese di piccole e medie dimensioni, ma che si devono sviluppare in contesti più ampi, in collaborazioni tra imprese, università, enti di ricerca in modalità “open innovation”, dove l’apporto collettivo genera risultati superiori alla somma dei singoli apporti.

Collaborare, fare rete e dotarsi di nuovi strumenti che creano opportunità di lavoro in un’ottica di reciprocità sono oggi aspetti prioritari. “Dobbiamo studiare i fenomeni sociali ed economici per muoverci dentro al giusto contesto e non essere anacronistici. – sottolinea Verasani Forse c’è la crisi della rappresentanza che non serve, che non riesce ad essere efficace, ma se la rappresentanza riesce a fare sintesi dei bisogni, a creare reti e collegamenti, a sviluppare sinergie e opportunità di crescita, allora serve ancora”.

Altro fenomeno cui la cooperazione industriale guarda con particolare attenzione è il cosiddetto reshoring, la rimanifattura, un’inversione di tendenza, presente ormai da diversi anni, in cui l’Italia detiene il primato in Europa, che vede le imprese riportare a casa le produzioni. Dal palco dell’Assemblea emerge la necessità di elaborare proposte e di comprendere meglio le dinamiche che sottendono questo fenomeno che si può tradurre in nuove opportunità di lavoro, in termini anche di sub-forniture, servizi e joint venture con altre imprese.

Altra importante sfida per il mondo industriale e per l’intero sistema è il passaggio dall’economia lineare a quella circolare recuperando e riciclando non più rifiuti ma scarti, che tornano materie prime senza attingere da risorse, quando non rinnovabili, sempre più scarse e costose. Il movimento cooperativo, stante la propria articolata presenza, può essere un interlocutore serio e credibile per un progetto che sta diventando indifferibile per l’umanità.

Particolare riflessione è stata riservata ai Workers Buyout e alla necessità di far uscire questo strumento dall’ambito della novità e presentarlo come una pratica usuale, al pari di altre soluzioni quando si presentano casi di crisi aziendali, mancati passaggi generazionali o imprese confiscate alla criminalità organizzata. Nonostante infatti siano passati 34 anni dalla Legge Marcora e ancora di più dalle prime esperienze di wbo, lo strumento è ancora visto come una novità. Per Legacoop Produzione e Servizi è fondamentale aumentarne la conoscenza e l’utilizzo, anche con la sottoscrizione di protocolli di collaborazione. I Workers buyout non solo permettono di discutere di politiche attive per il lavoro, uscendo dalla logica assistenzialista e rilanciando il tessuto industriale, ma lo fanno quale investimento redditizio, secondo le considerazioni fatte dalle finanziarie che operano in questo ambito, in quanto non soltanto si creano posti di lavoro ma si garantisce un ritorno alla Stato in termini di tasse pagate, contributi versati, in un circolo virtuoso certamente non scontato.

In merito alla recente approvazione, avvenuta ieri in Commissione, dell’emendamento che prevede la non imponibilità, ai fini Irpef, della NaSpi liquidata in un’unica soluzione e destinata alla sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa costituita da lavoratori di un’impresa in crisi, per Verasani “si risolve un’annosa questione consentendo finalmente piena disponibilità delle somme dovute ai lavoratori per la costituzione del capitale sociale di nuove cooperative”.

“La componente industriale di Legacoop Produzione e Servizi è, sotto vari punti di vista, l’ambito più dinamico nel mondo della cooperazione di lavoro, dove crescita significa competere meglio e valorizzare il lavoro, ma perseguendo l’obiettivo – che va affermato – di una crescita anche economica, al pari delle altre forme d’impresa”. Dichiara Carlo Zini, Presidente di Legacoop Produzione e Servizi, che sottolinea come sia indispensabile valorizzare la partecipazione dei soci al lavoro della cooperativa, definendolo quale elemento fondante delle imprese aderenti a Legacoop Produzione e Servizi.

Sulla centralità del socio lavoratore e del suo coinvolgimento nella vita della cooperativa come elemento distintivo nelle riflessioni da sviluppare in vista dell’Assemblea Congressuale 2020 di Legacoop Produzione e Servizi si è soffermato anche il Presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, precisando che “la cooperazione di lavoro è uno dei pochi luoghi dove c’è scuola di democrazia, dove i soci partecipano, discutono e decidono”. Altro tema di riflessione, quello del “lavoro che sta cambiando, delle sue prospettive evolutive, che ci impongono di recuperare ritardi sul piano culturale”.

Riguardo al tema della crescita dell’impresa cooperativa, con particolare riferimento alle motivazioni e agli strumenti finanziari cui fare riscorso per legarla strettamente allo scambio mutualistico, Lusetti ha affermato che “deve diventare centrale la politica consortile, fondamentale per aggredire i mercati nazionali ed esteri”.

Internazionalizzazione ed export, rivoluzione digitale ed innovazioni tecnologiche, crediti commerciali e blockchain, tutti elementi che concorrono a cambiare rapidamente scenari che fino a qualche decennio fa mutavano molto più lentamente e che introducono nuovi approcci al mondo del lavoro con indubbie implicazioni anche dal punto di vista delle relazioni industriali. All’interno di questo contesto quali sono gli strumenti che il movimento cooperativo può offrire a supporto delle imprese? Quale ruolo possono svolgere le cooperative manifatturiere e quelle di servizi? Su queste riflessioni si sono concentrati gli interventi, coordinati da Maurizio De Santis, di Marco Tartari, Direttore commerciale Cooperativa Emisfera, Massimiliano Marzo, PhD Professore Dipartimento Scienze Aziendali Università di Bologna, Sara Di Gregorio, Presidente Cooperativa SOCAM, Carlo Occhiali, Presidente Coopexport.