Infrastrutture – Trasformare risorse UE in investimenti, garantire libero mercato, semplificare re-ingegnerizzando e digitalizzando i processi

Roma, 30 marzo 2021 – “Per ricostruire il Paese occorre tramutare rapidamente le risorse europee in investimenti efficaci, – sottolinea Marco Mingrone, Responsabile del settore in apertura dell’Assemblea delle Cooperative di Progettazione e Ingegneria aderenti a Legacoop Produzione e Servizi tenutasi la mattina del 29 marzo 2021- evidenziando come risulti un falso problema, in questo momento, l’apertura di una discussione sulla sospensione del Codice dei Contratti Pubblici o della sua sostituzione con la diretta applicazione delle direttive europee. Questione ribadita in Assemblea anche dal Sen. Salvatore Margiotta, VIII Commissione Lavori Pubblici, Comunicazione Senato della Repubblica, che, condividendo le diverse sollecitazione emerse dal confronto con le imprese si è offerto quale interlocutore costante per costruire insieme alla cooperazione proposte sagge, positive e opportune per rafforzare il ruolo della progettazione, innanzitutto salvaguardando il principio della centralità del progetto definito dal Codice dei Contratti Pubblici senza demolirlo mediante la completa liberalizzazione dell’appalto integrato, come indicato da AGCM, che andrebbe a ridurre la concorrenza, invece di favorirla.

“Oggi la vera questione – incalza invece la cooperazione di progettazione e ingegneria – è individuare specifiche semplificazioni della normativa, sulla strada già tracciata dal decreto Semplificazioni, risolvendo magari alcune contraddizioni da quest’ultimo generato”, proponendo che i principali interventi riguardino soprattutto le fasi a monte e a valle delle gare per la realizzazione di infrastrutture. Questione condivisa anche dal Sen. Margiotta che ha affermato come “la parte su cui bisogna incidere maggiormente in tema di semplificazione sono la programmazione, la progettazione e le autorizzazioni”.

In particolare, occorre aumentare la cultura amministrativa e progettuale delle stazioni appaltanti, anche attraverso un rafforzamento delle competenze della PA, ridurre i tempi di attraversamento tra le diverse fasi delle procedure a monte della gara (programmazione, livelli di progettazione, VIA/VAS, pubblicazione del bando).

Le proposte dell’AGCM, sotto questo profilo non colgono nel segno.

L’esperienza dimostra infatti che, nonostante la farraginosità delle fasi approvative, avere messo in gara progetti esecutivi ha assicurato l’aumento della qualità dei progetti, la riduzione delle varianti in fase esecutiva e quasi annullato i ritardi sui tempi, mentre non sempre l’utilizzo dell’appalto integrato ha ridotto i tempi.

Elemento emerso dal confronto tra le cooperative e sul quale anche il Sen. Margiotta si espresso con fermezza è il ruolo in capo alle PA che non deve essere quello del progettista, che di fatto le porta ad essere concorrenti dirette delle imprese, muovendosi contrariamente alla direzione di un libero mercato, essenziale per la crescita. Anche pensare che sia stata la mancanza di incentivi economici ai tecnici della pubblica amministrazione che abbia limitato lo sviluppo di progetti a livello locale significa avere compreso ben poco di quanto accaduto in questi ultimi cinque anni. L’incentivo del 2% per la progettazione ai dipendenti della PA, come sottolineato dallo stesso Senatore, “andrebbe invece utilizzato per far funzionare la macchina, lasciando il ruolo della fase di progettazione all’esterno”. “È vero – sottolinea inoltre Legacoop Produzione e Servizi – che alla PA mancano tecnici e professionisti preparati e aggiornati, ma sarebbe sbagliato metterli a fare progetti, probabilmente ne servirebbero troppi in poco tempo e subito molto preparati. La pubblica amministrazione dovrebbe invece essere indirizzata al miglioramento continuo della gestione degli affidamenti e all’efficace controllo della fase esecutiva: è per questo che andrebbe incentivata”.

Dello stesso avviso anche il Direttore generale dell’OICE Andrea Mascolini, che, intervenendo all’Assemblea, ha sottolineato come tutti oggi parlino di progettazione imputando alla carenza di tecnici la mancanza di progetti, quando invece il problema è da tutt’altra parte, se è vero come dice la Banca d’Italia che il 44% del tempo necessario per avere completata un’opera è costituito dai cosiddetti tempi di attraversamento. “Si pensi quindi – ha affermato Mascolini – a snellire e velocizzare ad esempio le autorizzazioni ambientali o per i Beni culturali e si investa in personale preparato per la gestione delle gare e degli interventi. Per avere progetti esiste una offerta di qualità, aggiornata e preparata, che ha bisogno di essere valutata correttamente e compensata il giusto. Per le gare occorre invece tutelare la qualità evitando ad esempio il massimo ribasso sopra soglia UE.”

La preoccupazione maggiore invece sollevata da Marco Mingrone è il rischio -che in alcuni casi è già realtà- che si vada verso un’altra pericolosissima compressione dei tempi della gara, attraverso la drastica riduzione dell’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con ulteriori connessi rischi per la buona esecuzione delle opere e le tutele dei lavoratori.

Anche qui, la proposta rilanciata dall’AGCM nel disegno di legge annuale sulla concorrenza, relativa alla rimozione del limite del 30% al peso del prezzo nella valutazione dell’offerta economica più vantaggiosa, non coglie il problema, semmai lo aggrava perché toglie un argine, pur limitato, alla tentazione di presentare offerte azzardate.

Sul fronte dei costi, il Sen. Margiotta, condividendo quanto emerso dal dibattito, ha inoltre evidenziato che servono sì norme che non favoriscano il massimo ribasso, ma servono altresì comportamenti adeguati da parte della pubblica amministrazione.

Del tutto condivisibile invece per Legacoop Produzione e Servizi la spinta dell’AGCM alla sburocratizzazione, allo snellimento delle procedure, all’eliminazione di oneri assurdi che incombono sugli operatori economici. “Occorre consolidare la tendenza emersa con la pandemia alla digitalizzazione della fase gara – purché non comporti una duplicazione del lavoro da parte delle imprese dovendo presentare copia digitale e cartacea a causa della mancanza di strumenti e competenze della PA – che può ridurre le ripetitive procedure di verifica dei requisiti e, soprattutto, aggiungiamo come Legacoop Produzione e Servizi, bisogna procedere con la realizzazione di una vera Banca Dati degli Operatori Economici che superi le gelosie di trattamento del dato da parte delle diverse amministrazioni”.

I prossimi anni rappresentano una grande opportunità per la crescita del settore, ma c’è bisogno di
un libero mercato in cui la cooperazione di progettazione sia protagonista, vedendo riconosciute le
referenze dei servizi svolti, e non subappaltatore per le grandi società in house. Tutti dovranno poter
beneficiate della ripartenza del mercato, soprattutto le medie imprese che dovranno avere la
possibilità di competere con i grandi player, “ne va della democrazia economica” ha evidenziato il
Sen. Margiotta

COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA

Articolo intervento Sen Salvatore Margiotta