La storia della cartiera fallita salvata dagli operai e premiata da Legambiente - Legacoop Produzione Servizi
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La storia della cartiera fallita salvata dagli operai e premiata da Legambiente

Roccavione (CN), 8 dicembre 2019 – «Siamo felici per questo importante riconoscimento. Ci gratifica dopo anni difficili. Sicuramente è dovuto al fatto che ricicliamo la carta e dal punto di vista produttivo, siamo un esempio di economia circolare. Ma l’aspetto che forse ha avuto maggior eco, è che siamo riusciti a riciclare noi stessi, a darci un nuovo posto di lavoro, a costruirci la possibilità di giocarci il nostro futuro occupazionale. Insomma, un doppio riciclo». Così Silvano Carletto, presidente della cooperativa Cartiera Pirinolidi Roccavione che l’altro giorno, a Casale Monferrato, ha ricevuto il premio «Ambientalista dell’Anno» intitolato a Luisa Minazzi, direttrice didattica, ambientalista e assessore all’Ecologia del Comune, stroncata da un tumore nel 2010.

La targa è stata consegnata dal figlio di Giampaolo Minazzi, anche lui deceduto di cancro come già Luisa e un’altra sorella. A ricevere il premio di Legambiente e della rivista «La nuova Ecologia», una delegazione dei 91 lavoratori (76 soci) che hanno salvato una cartiera storica e gloriosa, fondata nel 1872 dalla famiglia Pirinoli. Una storia che stava per finire nel 2012, quando la crisi e alcune scelte sbagliate portarono l’azienda al fallimento, e 150 famiglie sul lastrico. Ma alcuni dipendenti, per tre anni, presidiarono lo stabilimento giorno e notte, impedendo che i macchinari andassero in rovina e che l’azienda subisse furti.

Poi si presentarono come cooperativa all’asta fallimentare, impegnarono i loro risparmi e grazie al sostegno della Lega Coop acquisirono per 1,2 milioni impianti e attrezzature. La fabbrica tornò a vivere, produrre, vendere 90 mila tonnellate all’anno di cartoncino per imballaggi, fatto con carta riciclata in arrivo dalla raccolta differenziata in Italia e Paesi europei. Non solo recupero dei rifiuti: «Abbiamo tolto tutto l’amianto sui tetti e nelle tubature dello stabilimento – ha aggiunto il presidente Carletto, in riferimento alla tragedia dei fratelli Minazzi -. In primavera, è entrata in funzione una nuova centrale di cogenerazione a metano, che sfrutta il vapore generato dai macchinari per asciugare gli impasti di carta, producendo energia elettrica e termica».

Un investimento di 7 milioni, cinque garantiti dalla Regione nell’ambito dei fondi per i progetti di riduzione delle emissioni. Alla Pirinoli, anche l’acqua non si spreca: prelevata dal torrente Gesso, viene rimessa in circolo riducendo i fabbisogni del 95%. Risparmi, riciclo, attenzione all’ambiente, cooperativismo, solidarietà, risorse pubbliche. Risultato: 36 milioni di fatturato. «ll bilancio sarà presentato a giugno, ma dovrebbe chiudere in positivo. Stiamo raccogliendo quanto seminato. Speriamo di fare sempre meglio».

Fonte: La Stampa – Cuneo