Le nuove sfide delle imprese nel post pandemia, tra spazi da riprogrammare e servizi rivoluzionati dalle nuove tecnologie. Nell’evento organizzato da CNS e Politecnico di Milano al centro l’impresa

Roma, 22 marzo 2021 – Una filiera integrata per un facility green con al centro l’utente, una piena integrazione tra nuovi spazi da riprogettare e servizi da offrire agli utenti, identificazione di soluzioni altamente innovative per il settore del facility management.

Sono solo alcuni degli scenari emersi dall’evento del 18 marzo “Il mondo dell’Impresa” organizzato dal Consorzio Nazionale Servizi, con la collaborazione del Politecnico di Milano, in modalità digitale.

Sono intervenuti il Presidente del Consiglio di Gestione Alessandro Hinna, Chiara Tagliaro, P.h.D Politecnico di Milano, Michele Amendola, Resp.Servizi Generali Open Fiber, Emanuele Malavasi, CPL Concordia, Michele Tarquinio – fondatore di Efm

Un futuro, quello emerso dalla giornata di approfondimento sempre più basato su sistemi di co-working: “A fine gennaio 2021, Italian Coworking conta sulla propria piattaforma 779* co-working, 1 co-working ogni 76.000 abitanti (erano 1/84.000 nel 2018), ovvero +76 gli spazi rispetto a novembre 2019.  Di questi 70, circa 40 hanno iniziato l’attività proprio nel 2020. Un sondaggio Gartner tra i leader aziendali ha rilevato che l’80% prevede di consentire ai dipendenti di lavorare da remoto almeno una parte del tempo dopo la pandemia e il 47% consentirà ai dipendenti di lavorare da casa a tempo pieno.

In un sondaggio PwC condotto su 669 CEO, il 78% concorda sul fatto che la collaborazione remota è destinata a durare a lungo.”

Il workplace secondo Michele Tarquinio – fondatore di Efm – cambierà per sempre: “Lo conferma il rapporto sul “Mercato immobiliare tra emergenza Covid-19 e smart working” di Banca d’Italia. Si andrà in un progressivo crescendo verso contratti SMART.  Il 95% dei dipendenti vuole proseguire l’esperienza dello Smart Working anche dopo la pandemia. Il 74% desidera uno stile di leadership più empatico, aperto e abilitante. Solo il 40% ha percepito minore qualità delle relazioni sociali ed il 29% una sensazione di isolamento. Le tecnologie digitali per competere saranno smart contract, digital twin, servizi predittivi, blockchain.

La Blockchain, in particolare, è stata prontamente applicata da CPL Concordia per monitorare il comfort aziendale e verificare tutto il processo delle chiamate. Per Michele Malavasi “La tecnologia Blockchain è pronta e fruibile ed è possibile integrarla con l’internet of things e processi per rendere alcune informazioni certificate in modo indelebile e trasparente. Ci sono ancora problemi legali legati al diritto nell’impostare un contratto autoeseguibile (smart contract), i costi della tecnologia sono ancora alti per un utilizzo massivo, il sistema regolatorio è molto ridondante e complesso.

In forte crescita le attività di e-commerce: “Oltre il 40% del fatturato italiano – ha dichiarato Chiara Tagliaro del Politecnico di Milano – deriva ormai dal mobile commerce: il canale mobile è in crescita del 9.5% rispetto allo scorso anno, con il 76% dei consumatori italiani che ha acquistato online e lo ha fatto tramite smartphone e tablet, contro una media europea del 64%” e  on-demand economy: “Secondo uno studio di Burson-Marsteller sulla on-demand economy (2016), più di 45 milioni di lavoratori americani (nel 2015 hanno collaborato all’offerta di un servizio on-demand, più di 86 milioni di clienti hanno usufruito di almeno un servizio on-demand. Nel 2017, questo numero aveva già raggiunto 5,4 milioni, 7 miliardi la previsione 2020.

Un mercato che dovrà subire, secondo Michele Amendola– Responsabile Servizi Generali Open Fiber– una forte evoluzione verso un processo eco-sostenibile, il ruolo del green facility management assumerà sicuramente un ruolo centrale, la pandemia ha prodotto una forte accelerazione del processo di cambiamento in chiave sociale, economica, ambientale.

Per il Presidente del Consiglio di Gestione, Alessandro Hinna: “Questo è un giorno importante, arriva dopo un percorso che vede impegnato CNS da diversi anni sui temi dell’innovazione, della ricerca, della sostenibilità. A ragione, i nostri associati ci chiedono di analizzare i trend, di fare studi, analisi, ricerche, insomma di anticipare le tendenze del mercato: l’accordo quadro triennale con il Politecnico, quindi, va proprio in questa direzione. Il processo di informatizzazione e tecnologizzazione, inevitabilmente accelerato dalla pandemia, è oggi ineludibile per qualsiasi soggetto, imprenditoriale e no. Stiamo assistendo ad una stagione di innovazione del Facility Management che, a differenza di quanto avvenuto in passato, porterà non solo a nuove modalità di erogazione di servizi, ma all’ideazione e offerta di servizi nuovi, ad alto valore aggiunto per cittadini e imprese. Le imprese cooperative dovrebbero salutare tutto ciò con favore ed interesse. L’innovazione tecnologica di cui ci stiamo occupando non è naturalmente destinata a produrre esternalità negative, ma si muove anzi nel solco degli ormai noti obiettivi di sostenibilità. A differenza del passato, le nuove tecnologie possono abilitare nuovi investimenti nelle risorse umane.  Le conoscenze e le capacità delle persone rappresentano il fattore effettivamente abilitante, l’utilizzo delle nuove tecnologie per ideazione, progettazione ed erogazione di servizi ad altro valore aggiunto. Un’opportunità che la cooperazione di lavoro ha il dovere di cogliere. 

Negli ultimi anni l’innovazione è entrata prepotentemente nelle linee strategiche del CNS. Viene costantemente monitorato il livello tecnologico richiesto dal mercato. L’ambizione del CNS è quella di creare una filiera integrata che metta al centro l’utente.

CNS ha raccolto attorno a sé un vero ecosistema per l’innovazione del quale l’accordo con il Politecnico di Milano è senza dubbio il più recente e fra i più prestigiosi tasselli. Due i dottorati di ricerca e altrettanti i progetti finanziati dal Mise nell’ambito del Competence center di Bologna Bi-REX del quale CNS è socio fondatore.  È qui che attualmente si concentrano gli investimenti per la trasformazione digitale di CNS. Al centro, lo sviluppo di OFM, una piattaforma tecnologicamente avanzata, già oggi in grado di catalogare il patrimonio immobiliare, misurare l’adeguatezza delle prestazioni erogate e implementare soluzioni alternative e migliorative in corso d’opera, razionalizzando così i costi degli interventi e l’impiego di risorse umane. L’obiettivo è rispondere alle nuove esigenze del Facility, monitorando in tempo reale il comportamento degli utenti, anticiparne i bisogni e verificare ex-post l’efficacia dei servizi. La ricerca si concentra sulla progettazione e lo sviluppo del modulo digital twin, attraverso le tecnologie BIM, loT, Blockchain, Augmented e Virtual Reality, il tutto in linea con una visione strategica orientata alla sostenibilità.

Un ulteriore tassello è l’adesione ad Almavicoo, centro di eccellenza per la formazione e la promozione dell’impresa cooperativa, con l’obiettivo di declinare l’innovazione secondo modelli cooperativi che siano in grado di rispondere in maniera attuale alle sfide di cambiamento e di equità che l’attualità pone ogni giorno.

Ultimo, non per importanza, CNS è tra i soci fondatori della Fondazione Pico, il Digital Innovation Hub del mondo Cooperativo.

Prossimo appuntamento il 1° aprile, con focus sul “mondo dell’istruzione

Saranno Presenti il Presidente del Consiglio di Gestione del CNS Alessandro Hinna, il Prof. Giuseppe di Giuda-Politecnico di Milano, Laura Galimberti, Assessore Educazione Comune di Milano, Attilio Galimberti, Camst Ems Compliance&Validation Services, Francisco Careaga TSi, Regional Sales Manager for Contamination Control