Legacoop Piemonte, il mondo della Produzione e Servizi tra Covid e nuove prospettive

Torini, 9 ottobre 2020 – Si è svolta martedì 6 ottobre l’Assemblea Regionale di Mandato delle Cooperative di Produzione e Servizi aderenti a Legacoop Piemonte. La mattinata di lavori è stata l’occasione per fare il punto sulla condizione del settore e per presentare il Documento Programmatico per il mandato 2020-2024.
I numeri di Legacoop Produzione e Servizi del Piemonte, riferiti al 31 dicembre 2019, fotografano un andamento differente nei diversi ambiti a cui appartengono le 112 cooperative aderenti: se da un lato l’edilizia ha più risentito della crisi economica, dall’altro logistica, settore industriale e ristorazione negli ultimi cinque anni sono cresciuti.

Come ha osservato il presidente di Legacoop Piemonte Dimitri Buzio: “In Piemonte le imprese associate in questi settori esprimono una variegata tipologia in termini dimensionali, oggi più che mai è necessario attuare strategie che puntino all’integrazione di piccole, medie e grandi imprese che operano sul nostro territorio per garantire progetti di rilancio e lo sviluppo di tutta la filiera”.

Buzio ha anche precisato come per Legacoop Piemonte “Il tema della promozione è cruciale, le analisi effettuate sul quinquennio 2015-2019 dimostrano che la totalità delle nuove imprese associate neocostituite mantengono nel tempo il loro stato, ossia continuano ad essere attive sul territorio piemontese, a conferma che costituiamo imprese che hanno un presupposto imprenditoriale solido; parimenti dobbiamo rafforzare la nostra offerta di servizi per accompagnarle al meglio nei futuri scenari che queste dovranno affrontare”.

Tra i risultati positivi Buzio ha ricordato quelli “del settore delle cooperative Industriali, frutto delle politiche a sostegno dei workers buyout che hanno portato ad una crescita significativa del comparto. L’esempio della Cartiera Pirinoli esprime un’eccellenza a livello nazionale che deve essere diffusa a tutela del lavoro e come risposta alla crisi di impresa”.

Eppure, mai come in questo momento storico i dati si scontrano con un presente incerto e un futuro imprevedibile. L’emergenza sanitaria Covid-19 ha toccato profondamente anche il comparto della Produzione e Servizi e nell’orientare i passi per i prossimi anni non si può non avvertire il peso dell’attualità.

Ne è ben consapevole Fabrizio Bolzoni, Direttore Nazionale di Legacoop Produzione e Servizi, che intervenendo all’Assemblea ha puntualizzato come “i nostri settori hanno anch’essi risentito della crisi legata al Coronavirus. Un’analisi del giugno scorso ci parla di una riduzione del 14 per cento del volume di affari se confrontata con l’anno precedente e le prospettive di chiusura del 2020 sono molto più negative delle previsioni”.
I diversi ambiti hanno reagito in maniera differente: “Logistica e pulizia – osserva Bolzoni – hanno proseguito le attività anche durante i mesi del lockdown e hanno resistito. Ma la filiera del Turismo invece ha subito delle perdite che per quest’anno non potranno esser recuperate”.
Secondo il Direttore Nazionale di Legacoop Produzione e Servizi “al momento viviamo in una condizione di incertezza visto anche la curva crescente dei contagi, ma di sicuro anche superata l’emergenza sanitaria alcuni nuovi comportamenti saranno ormai consolidati nelle abitudini. Penso allo smartworking sempre più diffuso che però ha le sue ripercussioni sull’intera filiera della Ristorazione”.

Nel corso dell’Assemblea particolare attenzione è stata dedicata anche al settore della Logistica e Trasporti, che proprio per le trasformazioni del mondo circostante necessita di essere ripensato: per questo è stata elaborata una proposta per la realizzazione di una piattaforma nazionale che unisca le cooperative della Logistica. “Nei mesi del lockdown il tema delle consegne è stato uno dei più dibattuti – precisa Bolzoni – ma non è tutto oro quello che luccica: è vero che c’è stata la crescita di e-commerce e GDO, ma c’è anche una logistica più tradizionale legata al trasporto dalle fabbriche che ha subito i contraccolpi delle chiusure”.

Delicato anche il tema dell’Edilizia, settore già in grossa difficoltà prima dell’emergenza sanitaria e che più faticava a riprendersi dalla crisi economica dell’ultimo decennio. Non lo nasconde Mauro Busa, Responsabile delle Cooperative di Costruzioni, Manutenzioni e Impianti: “Per noi la situazione in Piemonte è critica, ci sono poche imprese e con un mercato molto locale. Sono sparite le grandi imprese che potevano fare da traino a quelle piccole, e quelle medie devono lottare per non arrancare”. Mentre le misure annunciate dal Governo di Roma, come l’Eco-bonus per le ristrutturazioni edilizie, e i soldi in arrivo con il Recovery Fund, convincono solo in parte. “Di sicuro il bonus del 110 per cento per l’efficienza energetica darà una bella spinta negli investimenti, ma c’è il rischio di essere fagocitati dai grossi gruppi privati, mentre sarebbe bello cogliere l’occasione di questi fondi per riuscire a ricreare delle professionalità che con gli anni si sono disperse” precisa Busa, che trova d’accordo anche Bolzoni: “Per molti anni in Italia non si è più investito e così facendo si è perso quel tessuto di piccole e medie imprese sia cooperative che private che potevano essere davvero una leva per lo sviluppo”.

Tra i dati positivi quelli relativi all’occupazione: le cooperative del settore Produzione e Lavoro e Servizi di Legacoop Piemonte hanno mantenuto stabile il numero dei loro lavoratori, per lo più con contratti a tempo indeterminato, in controtendenza con un quadro generale di precariato. “Una delle caratteristiche dell’impresa cooperativa è quella di mettere il lavoro e il lavoratore al centro. Anche nei mesi di crisi le nostre cooperative hanno fatto sforzi pur di garantire l’occupazione” conclude Bolzoni. “I dati relativi all’emergenza ci raccontano come in Piemonte si è verificato un aumento delle assunzioni, proporzionale a quello dei contratti precari, la cooperazione deve dare più che mai il proprio contributo a tutela dell’occupazione stabile, nelle cooperative aderenti infatti oltre il 70% dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato” evidenzia anche il presidente di Legacoop Piemonte Buzio.

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