Politecnica progetta in BIM il restauro di Villa Strozzi, storico edificio secentesco di Mantova

Modena, 20 Febbraio 2019 – Politecnica, fra le maggiori società di progettazione integrata a capitale italiano – architettura, ingegneria e urbanistica – ha curato il progetto di restauro e riqualificazione di Villa Strozzi a Palidano di Gonzaga (Mantova), uno tra i primi progetti a livello nazionale ad adottare l’Heritage BIM per il recupero del patrimonio storico e architettonico esistente.

L’intervento di riqualificazione di Villa Strozzi – un edificio di grande pregio storico-architettonico e simbolo del territorio mantovano – curato da Politecnica, sarà basato su un innovativo utilizzo dell’HBIM (Heritage Building Information Modeling) per un nuovo approccio al restauro filologico dell’edilizia storica.

Il progetto HBIM firmato da Politecnica è stato anche presentato giovedì 14 Febbraio a Roma durante il 2° Rapporto OICE sui bandi pubblici BIM del 2018, durante il quale il BIM Manager di Politecnica Barbara Frascari ha presentato il progetto di restauro e riqualificazione di Villa Strozzi.

Il progetto di recupero realizzato da Politecnica avrà un forte impatto sociale a livello locale, dato che la Villa di Palidano di Gonzaga ospita dagli anni ‘50 una struttura ad uso didattico, l’Istituto Agrario Piero Strozzi, che è stata resa inagibile dal sisma del 2012. Infatti, non solo l’intervento di Politecnica restituirà agli studenti gli spazi della scuola oggi impraticabili, ma il numero delle aule disponibili verrà addirittura aumentato grazie all’introduzione di un vano scala esterno.

Il tema della sicurezza, di fondamentale importanza all’interno di un edificio che ospita degli studenti, è stato uno dei driver del progetto di Politecnica. Il progetto di restauro prevede un miglioramento sismico al 60%, il recupero delle superfici intonacate e dell’apparato decorativo e l’ottimizzazione funzionale e percettiva degli spazi da restituire all’istituto scolastico.

Il progetto di Politecnica prevede anche la riqualificazione e il restauro di una piccola chiesa privata adiacente alla Villa, che verrà utilizzata come sala convegni aperta al pubblico, per ospitare in futuro iniziative ed eventi – un beneficio concreto sia per la comunità territoriale che per la scuola.

La sfida tecnica

La vera sfida del progetto, per Politecnica, è stata quella di progettare interventi strutturali compatibili con il carattere di pregio di un bene culturale ricco di decorazioni. Si è infatti resa necessaria una continua collaborazione tra restauratori e progettisti strutturali per trovare soluzioni che, da un lato, fossero rispettose degli elementi di pregio storico dell’edificio – apparati decorativi pittorici, in stucco, pietra naturale o legno – ma che dall’altro lato garantissero livelli di sicurezza adeguati.

L’uso del BIM – indispensabile non solo ai fini della restituzione grafica dello stato di fatto e di progetto, ma anche per la mappatura degli interventi di restauro – ha reso possibile una migliore comprensione delle geometrie tridimensionali e una maggiore efficienza in fase di progettazione, grazie all’automazione di attività ripetitive e ad un’efficace prefigurazione dell’idea progettuale.

In fase di analisi, ma anche a fini manutentivi, disporre di un unico collettore di contenuti informativi è risultato un fattore decisivo, a vantaggio della conservazione dell’edificio storico e della qualità globale dell’intervento di restauro.

 

Track record nei progetti di restauro

Politecnica vanta un consolidato track-record di interventi di restauro con tecnologia BIM, avendo realizzato nel 2017 il progetto di restauro e di adeguamento sismico dell’Ex Ospedale Estense di Modena, considerato un caso pilota in Italia.

Barbara Frascari, BIM Manager di Politecnica, ha dichiarato: “In Italia, un Paese che vanta un patrimonio culturale, storico e artistico unico al mondo, i progetti di restauro realizzati con approccio HBIM presentano un potenziale enorme. Negli interventi di riqualificazione, l’utilizzo del BIM è fondamentale: disporre di visualizzazioni tridimensionali aiuta infatti a percepire la realtà dei volumi, specialmente in un edificio colpito da un sisma. Uno dei temi di maggiore importanza nei progetti di restauro è la capacità di integrare le diverse discipline specialistiche e per Politecnica, che fa dell’approccio integrato uno dei fondamenti del proprio modello di business, il BIM è lo strumento ideale per garantire la tutela del bene”.

Micaela Goldoni, Responsabile Integrazione Prestazioni Specialistiche, ha commentato: “È per noi motivo di grande orgoglio restituire all’Italia e ai mantovani un edificio di grande pregio storico e architettonico come Villa Strozzi. Gli studenti e gli insegnanti che abbiamo incontrato nel corso del progetto sono molto affezionati all’Istituto Agrario. Grazie al nostro progetto, l’edificio della scuola sarà recuperato nella sua interezza e nuove aule saranno disponibili per le attività didattiche”.

 

La Villa

La Villa di Palidano di Gonzaga, commissionata dalla famiglia Strozzi di Firenze tra 1630 e 1700, è il frutto di trasformazioni avvenute dal secolo XVI ad oggi. Da un primo nucleo centrale, la Villa si accresce per successivi ampliamenti e raggiunge il massimo splendore fra fine ‘600 e inizio ‘700, quando viene ristrutturata e decorata con dipinti e stucchi di pregio.
L’edificio assume la forma attuale intorno alla metà del XVIII secolo. Nel 1952 viene ceduta ad una società locale che vi fonda una scuola d’agraria, mentre nel 1974 viene acquisita dall’Amministrazione Provinciale di Mantova.

 
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