Presentato dalla Commissione Ue il Piano d’azione per l’economia sociale

Il 9 dicembre 2021 la Commissione europea ha presentato il Piano d’azione europeo per l’economia sociale volto a sviluppare il potenziale di crescita di imprese sociali, cooperative, fondazioni e associazioni non profit e aumentarne il contributo alle transizioni verde e digitale.

Le organizzazioni dell’economia sociale sono soggetti che pongono al primo posto finalità sociali e ambientali e reinvestono la maggior parte dei loro profitti nell’organizzazione stessa. L’Europa conta 2,8 milioni di soggetti dell’economia sociale, i quali danno lavoro a 13,6 milioni di persone e offrono soluzioni a sfide importanti che le nostre società si trovano ad affrontare. Essi comprendono una gamma diversificata di settori e forme: dai servizi di assistenza al riciclaggio e dalle cooperative alle imprese sociali. Un maggiore sostegno all’economia sociale non solo crea posti di lavoro, ma consente anche alle organizzazioni di aumentare il loro impatto sociale in tutta l’UE. Il piano d’azione per l’economia sociale presentato favorisce il successo e la crescita delle organizzazioni dell’economia sociale.

La Commissione propone di intervenire nei 3 settori seguenti.

  1. Creare le giuste condizioni per il successo dell’economia sociale

Il quadro politico e giuridico è fondamentale per creare il contesto idoneo per il successo dell’economia sociale. Rientrano in questo ambito la fiscalità, gli appalti pubblici e la disciplina degli aiuti di Stato, che devono essere adattati alle esigenze dell’economia sociale.

Per affrontare questi aspetti, nel 2023 la Commissione proporrà una raccomandazione del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale. Pubblicherà altresì orientamenti per gli Stati membri sui quadri fiscali per le organizzazioni dell’economia sociale e agevolerà l’accesso agli orientamenti in materia di aiuti di Stato. Il piano d’azione mira inoltre a migliorare le buone pratiche in materia di appalti pubblici socialmente responsabili e a promuovere l’economia sociale oltre i confini dell’UE.

  1. Offrire alle organizzazioni dell’economia sociale opportunità per avviare ed espandere le loro attività

I soggetti dell’economia sociale dovrebbero beneficiare del sostegno allo sviluppo delle imprese per l’avvio e l’espansione delle loro attività, nonché per la riqualifica e l’aggiornamento delle competenze dei loro lavoratori. Per il periodo 2021-2027, la Commissione intende aumentare il proprio sostegno oltre i 2,5 miliardi di € stimati destinati in precedenza all’economia sociale (2014-2020).

Tra le altre azioni, nel 2023 la Commissione inaugurerà un nuovo portale dell’UE per l’economia sociale per permettere agli attori dell’economia sociale di trovare in un unico luogo tutte le informazioni di cui hanno bisogno circa i finanziamenti, le politiche, la formazione e le iniziative dell’UE. Nel 2022 lancerà inoltre nuovi prodotti finanziari nell’ambito del programma InvestEU e migliorerà l’accesso ai finanziamenti. Nello stesso anno la Commissione istituirà anche un Centro europeo di competenza per l’innovazione sociale.

  1. Garantire il riconoscimento dell’economia sociale e del suo potenziale

Il piano d’azione mira a rendere l’economia sociale più visibile e a migliorare il riconoscimento del suo lavoro e del suo potenziale. La Commissione svolgerà attività di comunicazione volte a sottolineare il ruolo e le specificità dell’economia sociale e avvierà uno studio inteso a raccogliere dati qualitativi e quantitativi per comprendere meglio l’economia sociale in tutta l’UE. Tra le molte altre iniziative, organizzerà anche corsi di formazione per i funzionari pubblici su vari argomenti attinenti all’economia sociale e promuoverà l’economia sociale a livello regionale e locale favorendo gli scambi transfrontalieri.

Con il piano d’azione odierno la Commissione avvia inoltre un “percorso di transizione” per sostenere le transizioni verde e digitale dell’economia sociale portando avanti un dialogo con le autorità pubbliche e le parti interessate. La Commissione desidera raccogliere le opinioni del pubblico sul percorso di transizione attraverso un’indagine UE aperta fino al 28 febbraio 2022.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Il piano d’azione per l’economia sociale offre alla nostra economia sociale il sostegno di cui ha bisogno per avere successo e dare un contributo ancora maggiore alle nostre società. Dalla riduzione degli oneri burocratici che gravano su alcuni imprenditori sociali alla creazione di posti di lavoro fino all’offerta di nuove opportunità per la riqualifica e l’aggiornamento delle competenze: questo piano d’azione è essenziale per favorire l’equità delle transizioni verde e digitale, nonché una ripresa inclusiva dalla pandemia.”

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha affermato: “Grazie al forte radicamento territoriale, l’economia sociale può offrire soluzioni innovative dal basso a molte delle sfide globali di oggi, come i cambiamenti climatici, la digitalizzazione e l’esclusione sociale. L’economia sociale lavora con e per le comunità locali e presenta un enorme potenziale occupazionale. Credo che questo piano d’azione permetterà alle organizzazioni dell’economia sociale di espandere le loro attività, essere riconosciute e avere un impatto ancora maggiore sulla società.” 

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: L’economia sociale crea posti di lavoro e crescita vicini alle esigenze dei cittadini e del loro ambiente circostante. La crisi COVID-19 ha inoltre messo in luce la resilienza e l’inventiva dei modelli di business dell’economia sociale. Per continuare a svilupparne il potenziale e il contributo alle trasformazioni verde e digitale, stiamo avviando un percorso di transizione per l’ecosistema “Economia sociale e di prossimità”. Lavoreremo con tutti i portatori di interessi per un’economia più inclusiva e sostenibile.”

Contesto

L’economia sociale comprende una serie di imprese, organizzazioni e soggetti giuridici, come le imprese sociali, le cooperative, le società di mutuo soccorso (un tipo specifico di assicurazione collettiva), le associazioni senza scopo di lucro e le fondazioni. Questi soggetti, che sono gestiti in modo partecipativo e dal basso verso l’alto, pongono le persone e l’ambiente al centro della loro missione e reinvestono la maggior parte dei loro profitti nell’organizzazione stessa o in una specifica causa sociale.

Il piano d’azione prende le mosse dall’iniziativa della Commissione per l’imprenditoria sociale del 2011 ed è il risultato di un ampio processo di consultazione con i cittadini e i portatori di interessi. Maggiori informazioni sono reperibili nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il piano d’azione per l’economia sociale e nel documento di lavoro dei servizi della Commissione relativo al percorso di transizione per l’economia sociale.

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Social Economy Europe ( SEE ) ha affermato che il piano è “un’impressionante politica pubblica dell’UE”, co-creata con le parti interessate dell’economia sociale”, che dovrebbe ampliare l’economia sociale – che attualmente rappresenta il 6,3% dell’occupazione nell’UE.

Il presidente della SEE Juan Antonio Pedreño ha dichiarato: “Accogliamo con favore e approviamo il Piano d’azione per l’economia sociale, per il quale lavoriamo e sosteniamo dal 2014. Fornirà strumenti concreti agli attori dell’economia sociale per espandersi in tutta Europa e oltre i nostri confini.

“Il piano è un’iniziativa federativa. Include alcune delle nostre principali raccomandazioni politiche. La proposta di raccomandazione del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale, che il Consiglio dovrebbe adottare nel 2023; il nuovo portale unico dell’economia sociale dell’UE da lanciare nel 2030; e l’importanza di sostenere reti rappresentative dell’economia sociale in ogni Stato membro dell’UE, sono anche pienamente in linea con la lettera e lo spirito delle nostre proposte”.

Per la prima volta, il piano fornisce una definizione chiara e inclusiva dell’economia sociale in Europa come entità caratterizzate dal “primato delle persone e della finalità sociale e/o ambientale sul profitto , il  reinvestimento della maggior parte dei profitti e delle eccedenze per svolgere attività nell’interesse dei membri/utenti (“interesse collettivo”) o della società in generale (“interesse generale”)  e della governance democratica e/o partecipativa”.

Inoltre, la definizione menziona le cooperative, le società di mutuo soccorso, le associazioni (compresi gli enti di beneficenza), le fondazioni e le imprese sociali come tipi di organizzazioni dell’economia sociale.

Cooperatives Europe ha accolto con favore l’impegno della Commissione a portare riconoscimento alle imprese dell’economia sociale all’interno della progettazione politica e dei quadri legali, tenendo conto della pluralità del movimento e dell’assistenza della Commissione agli Stati membri a livello nazionale e locale.

In termini di definizione dell’economia sociale nel PAES, Cooperatives Europe ha sottolineato “l’importanza di considerare tutti i tipi di cooperative per una reale parità di condizioni tra tutte le imprese del mercato, dalle grandi imprese internazionali alle PMI radicate localmente nel economia di prossimità”.

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La Commissione europea ha organizzato per il 16 dicembre 2021 un evento di lancio del Piano.

L’evento, che si svolgerà in formato ibrido, ovvero in presenza e online da Bruxelles, costituirà l’occasione per presentare il Piano appena pubblicato e discutere delle opportunità che questo offre per favorire il successo e la crescita dell’economia sociale europea e delle realtà attive in questo ambito.

Questo il link per iscriversi all’evento: Evento di lancio del piano d’azione per l’economia sociale – Occupazione, affari sociali e inclusione – Commissione europea (europa.eu)