Rito superaccelerato negli appalti, il via libera della Corte di Giustizia UE

Roma, 11 marzo 2019 – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Sez. IV, ord. 14 febbraio 2019, causa C-54/18) ha ritenuto compatibile con il diritto dell’Unione (ovvero con la direttiva n. 89/665, c.d. direttiva “ricorsi”) l’onere di impugnazione preventiva (entro 30 giorni dalla notizia) dei provvedimenti di esclusione e di altrui ammissione alla gara, introdotti dal decreto correttivo 56/17 del Codice dei contratti. Ovviamente a condizione che i provvedimenti comunicati dalla Stazione Appaltante siano accompagnati da una relazione dei motivi pertinenti tale da garantire che gli interessati siano venuti o potessero venire a conoscenza della violazione del diritto dell’Unione dagli stessi lamentata.

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