“Salviamoci da soli”, Rainews racconta le storie di tre workers buyout di Legacoop

Sono storie che meritano d’essere raccontate, quelle dei workers buyout. Storie di intraprendenza, di lavoro e di comunità, che sono state al centro della puntata di venerdì 3 giugno di Spotlight, il programma di approfondimento di RaiNews. Nel corso dell’episodio sono state presentate le esperienze di quattro dei principali esempi di workers buyout cooperativi, un fenomeno sempre più diffuso in Italia, dove ormai si contano 300 realtà del genere, per un totale di quasi diecimila posti di lavoro “salvati”.

Uno degli aspetti più sorprendenti dei workers buyout è, come afferma Francesca Montalti (Legacoop Produzione e Servizi), la sua “natura anticiclica, perché proprio nel momento in cui c’è crisi, ci sono elevati tassi di disoccupazione, i workers buyout rappresentano uno strumento in grado di creare occupazione e occasioni di lavoro”.

Nel corso dell’episodio viene presentato un perfetto esempio di questa dinamica: la cooperativa Nuovi Profumi. Un tempo Morris, passata dalla famiglia fondatrice nelle mani di diversi fondi di investimento stranieri, durante la pandemia era arrivata sulla soglia del fallimento. A questo punto i lavoratori hanno deciso di fare un passo avanti e, grazie anche all’assistenza di Legacoop, hanno ristrutturato l’azienda in forma cooperativa, riuscendo così a rilanciarla in un periodo di estrema difficoltà.

La comunità e il territorio sono invece al centro delle storie di Next Elettronica e della Cartiera Pirinoli. Nel primo caso, una vera e propria eccellenza nella progettazione e produzione di apparati elettronici, nonché un argine contro il grave spopolamento sofferto dalla zona in cui sorge, in provincia di Cosenza. Con la cartiera Pirinoli ci spostiamo invece al Nord, nei pressi di Cuneo. La storicità dell’azienda, che ha attraversato tutto il secolo scorso per arrivare, nel 2012, sulle soglie del fallimento, l’ha radicata profondamente nel territorio, il quale si è tutto (dai cittadini all’amministrazione comunale e regionale) mobilitato per il suo salvataggio. In entrambi i casi, sono storie di aziende che hanno visto nascere i propri dipendenti, e che ora rinascono con e grazie a loro.

Infine, come ricorda Francesca Montalti, i workers buyout possono fornire una preziosa risposta al problema della successione d’impresa. È questo il caso della FM Curvati, falegnameria parmense che vanta un importante portafoglio di clienti, nonché diverse tecnologie proprietarie. Tutt’altro che in crisi, insomma. Quando per Giuliano Mazzuato, che coi propri fratelli aveva aperto l’attività nel 1978, venne il momento di cedere il proprio posto, ci si rese conto che la vendita avrebbe comportato non solo la probabile chiusura del sito produttivo, ma anche diversi licenziamenti. A questa opzione si preferì a via di un workers buyout che garantisse la continuità aziendale. Come cooperativa, oggi la FM Curvati coniuga un’esperienza di più di quarant’anni con uno sguardo coraggiosamente rivolto al futuro.

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