Senza revisione prezzi nei contratti, a rischio i servizi essenziali. L’allarme dall’Assemblea delle cooperative dei settori dei servizi

Roma, 29 settembre 2022 – Per le imprese cooperative che operano nel settore dei servizi i rincari di energia e materie prime non sono più sostenibili senza una revisione prezzi dei contratti in essere, più volte richiesta e già prevista negli appalti di lavori. A rischio non c’è solo la tenuta del sistema imprenditoriale, ma servizi per la collettività che non possono essere sospesi – nonostante la perdita di marginalità per le imprese – in quanto essenziali, quali mense e servizi di pulizia e sanificazione in scuole, ospedali ed enti pubblici, così come le attività di raccolta e gestione dei rifiuti. Alle problematiche economiche si aggiunge, per le imprese, anche la difficoltà nel reperire personale, correlata al livello di reddito dei lavoratori nei servizi e a una trasformazione in atto nel mondo del lavoro che invoca maggiori tutele, buona flessibilità e strumenti di welfare aziendale per migliorare la qualità di vita di lavoratrici e lavoratori.

A lanciare l’allarme sono le cooperative dei settori multiservizi -pulizie, servizi integrati, facility management- ristorazione collettiva e servizi ambientali di Legacoop Produzione e Servizi, che oggi hanno tenuto congiuntamente la loro assemblea nazionale a Roma presso la sede di Legacoop Nazionale.

“I rincari energetici e delle materie prime e la crescente difficoltà per le imprese di trovare personale sono motivo di forte preoccupazione. – sottolinea Andrea Laguardia, Responsabile dei Settori Multiservizi, Ristorazione, Servizi Ambientali di Legacoop Produzione e Servizi – Le cooperative di lavoro nascono con l’obiettivo di creare occupazione e favorire il ricambio generazionale, è la nostra missione, ma da sola non può bastare. Il nostro sistema d’imprese dei servizi opera per lo più con bandi pubblici, fornendo al Paese servizi essenziali; non è sufficiente la contrattazione tra le parti per definire e sostenere gli aumenti salariali, senza il coinvolgimento su più livelli della pubblica amministrazione, della politica e delle scelte di governo sulle politiche di spesa pubblica e soprattutto senza un’idea definita e coerente di rapporto tra pubblico e privato. Auspichiamo che il nuovo Governo sui temi del lavoro, riparta da dove ci eravamo lasciati con il Governo Draghi: salario minimo agganciato ai CCNL più rappresentativi, legge sulla rappresentanza e riforma del reddito di cittadinanza. Siamo pronti a dare il nostro contributo attraverso il dialogo Governo/Parti Sociali che deve riprendere al più presto per affrontare con spirito costruttivo le emergenze che stiamo vivendo”.

Incidere quindi sui redditi dei lavoratori dei servizi, tenendo anche conto nella revisione prezzi degli aumenti previsti dai rinnovi dei contatti nazionali di settore – come promosso dal Legacoop Produzione e Servizi in una proposta di emendamento alla legge delega sul codice degli appalti.

Oltre al valore economico, centrale la riflessione sul modo stesso di intendere il lavoro: non solo fonte di reddito, ma anche accesso a servizi per migliorare la qualità della vita dei lavoratori e dei loro familiari, cui le imprese cooperative stanno rispondendo ampliando il carnet di servizi di welfare. Complice la pandemia e una diversa concezione da parte delle nuove generazioni – ma non solo – l’approccio al lavoro sta cambiando e con esso devono cambiare gli strumenti con cui viene disciplinato e i servizi con esso offerti.

“Le istituzioni prendano coscienza delle difficoltà che le nostre imprese stanno affrontando per il caro bollette e intervengano per evitare un’esplosione della cassa integrazione, la chiusura di aziende e soprattutto il disagio sociale”, ha commentato Balducci. “Noi come cooperative rispondiamo a questo contesto critico con un modello sano e vincente di fronte agli shock perché unisce meritocrazia a partecipazione ed è decisamente più efficiente del pubblico e più democratico del privato”.

“Le cooperative di servizi hanno di fronte un periodo critico, come Legacoop dobbiamo essere compatti contro rincari, falsa cooperazione, contratti a ribasso e chiedere riforma della rappresentanza sindacale“, ha concluso Lusetti.

Ai Settori Multiservizi, Ristorazione e Servizi Ambientali di Legacoop Produzione e Servizi aderiscono 300 tra cooperative e consorzi, con un volume di affari di oltre 4.5 miliardi nel 2021 e una forza lavoro pari a 80mila addetti di cui la maggior parte sono soci.

All’assemblea, aperta del Direttore di Legacoop Produzione e Servizi Fabrizio Bolzoni e conclusa dal Presidente di Legacoop Produzione e Servizi, Gianmaria Balducci e dal Presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti, sono intervenuti esponenti del mondo della cooperazione, del sindacato ed esperti nelle tematiche del lavoro: Francesco Malaguti-Presidente CAMST, Marco Brandolini-Presidente Comitato di Rete COOP IN RETE, Riccardo Nencini-Presidente COOPLAT, Loredana Durante-Presidente ProgettAmbiente, Stefano Fassina-Associazione “Patria e Costituzione”, Alessia Carradore-Direttore Welfare & Wellbeing Valyouness CIRFOOD, Massimiliano Mazzotti-Direttore Formula Servizi, Alessandro Collini-Shareholders Relations Manager Coopservice, Luca Mazzali-Presidente Adrilog, Vincenzo Dell’Orefice-Segretario Generale aggiunto FISASCAT CISL, Luciana Castellina.

COMUNICATO STAMPA

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